Castenaso (BO) – Mostra “La Stele delle Spade e le altre. Sculture orientalizzanti dall’Etruria padana”. Al MUV dal 15 ottobre 2016 all’11 giugno 2017

Città di Castenaso, MUV Museo della civiltà Villanoviana, Musei Bologna-Museo Civico Archeologico, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, IBC Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

 

nella foto: La stele di Saletto di Bentivoglio (metà del VII secolo a.C.) La decorazione di questo segnacolo funerario rappresenta la sintesi dei motivi iconografici di derivazione orientale che si affermano a Bologna nel corso del VII sec.a.C.: la sfinge alata sul disco e i capri rampanti in posizione araldica ai lati dell’albero della vita sul corpo.

LA STELE DELLE SPADE E LE ALTRE.

SCULTURE ORIENTALIZZANTI DALL’ETRURIA PADANA

esposizione a cura di Marinella Marchesi e Paola Poli

 

In mostra stele e cippi in pietra risalenti all’VIII-VI secolo a.C. rinvenuti nel territorio bolognese

 

dal 15 ottobre 2016 all’11 giugno 2017

La mostra è visitabile negli orari di apertura del MUV:

martedì e domenica 15.30 – 18.30, dal mercoledì al sabato 9.00- 13.00

 

INAUGURAZIONE sabato 15 ottobre 2016 – ore 16.30

 

MUV – MUSEO DELLA CIVILTA’ VILLANOVIANA

Via Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso (BO)

info: 051 780021 – muv@comune.castenaso.bo.it  – www.comune.castenaso.bo.it    – FB

Ingresso gratuito

 

I cippi e le stele antropomorfe villanoviane, spesso finemente decorate, sono una peculiarità di Bologna e del suo territorio. Dalla stele di San Giovanni in Persiceto e quella di via Augusto Righi, dalla stele delle Spade a quella della Tomba 1 di Castenaso, dal cippo antropomorfo della necropoli di Ca’ Fiorita alla Testa Gozzadini di via San Petronio Vecchio, queste pietre dalla sagoma inconfondibile (un rettangolo sormontato da un disco) richiamavano l’immagine della figura umana.

Dal 15 ottobre la sala Gozzadini del MUV ospita la mostra “La Stele delle Spade e le altre” dedicata ai primi esempi di queste sculture prodotte in Etruria padana tra la fine dell’VIII secolo a.C. e i primi decenni del VI sec. a.C.

Le curatrici Marinella Marchesi e Paola Poli hanno selezionato una serie di cippi e stele particolarmente significative della produzione bolognese in età orientalizzante, integrandole con foto di altri esemplari a grandezza naturale e corredando il tutto con pannelli descrittivi e una breve guida.

Il risultato è una suggestiva mostra archeologica che racchiude in un’unica sala reperti delle collezioni stabili del Museo della Civiltà Villanoviana e del Museo Civico Archeologico di Bologna e altri provenienti dai depositi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna.

Accanto alla cosiddetta Stele delle Spade, rinvenuta 10 anni fa nel sepolcreto di Marano di Castenaso e punta di diamante del MUV, sono esposti manufatti con raffinate sculture a rilievo. Le decorazioni di queste stele riprendono motivi come la sfinge, l’albero della vita o il signore degli animali che, pur derivando da modelli dell’Etruria meridionale, sono anche direttamente influenzati da rapporti con artisti del Vicino Oriente.

Non a caso la strepitosa stele scelta come testimonial della mostra (quella rinvenuta a Saletto di Bentivoglio nel territorio di San Giorgio di Piano, datata alla metà del VII secolo a.C.) è decorata sul disco da una sfinge e sul corpo da capri rampanti ai lati dell’albero della vita, motivi prediletti in ambito bolognese probabilmente anche per il loro significato simbolico legato forse a un’idea di rinascita.

La rarità di queste stele rispetto al grande numero delle sepolture conosciute, spesso sormontate da semplici ciottoli di arenaria, fa pensare che questi segnacoli fossero riservati a tombe di personaggi di alto rango, come confermano i pochi casi in cui sono stati rinvenuti nella loro posizione originaria.

La mostra allestita al MUV è un’occasione imperdibile per passare in rassegna il meglio di questa specifica produzione artistica e approfondire la conoscenza della civiltà villanoviana.

Con questa esposizione il MUV di Castenaso si pone ancora una volta come autentico punto di riferimento sul Villanoviano, fondato proprio sulle ricchissime testimonianze emerse nel suo comprensorio dall’Ottocento ai giorni nostri.

 

MUV – Museo della civiltà Villanoviana | via Tosarelli 191 – Villanova di Castenaso (BO)

tel. 051- 780021 | e-mail: muv@comune.castenaso.bo.it

 

 

INAUGURAZIONE MOSTRA sabato 15 ottobre 2016, ore 16.30 (aperta a tutti)

Sono presenti

Stefano Sermenghi, Sindaco del Comune di Castenaso

Giorgio Tonelli, Assessore alla Cultura del Comune di Castenaso

Paola Giovetti, Responsabile del Museo Civico Archeologico Bologna

Luigi Malnati, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

Fiamma Lenzi, Funzionario dell’lstituto Beni Culturali della Regione Emilia Rornagna

A seguire, visita guidata alla mostra a cura di Marinella Marchesi (MCABo) e Paola Poli (MUV) e buffet offerto dal Centro sociale Villanova

DOMENICA 16 OTTOBRE 2016, ore 16.30: visita guidata gratuita

 

 

Il MUV – Museo della civiltà Villanoviana ha sede nei luoghi in cui il conte Giovanni Gozzadini a metà dell’Ottocento scoprì i primi resti di una delle principali culture della prima età del ferro italiana, a cui attribuì il nome internazionalmente noto di “Villanoviano”.

Il museo ospita la necropoli villanoviana del VII sec. a.C. scoperta nel 2006 a Marano di Castenaso, che per la ricchezza e la complessità delle tombe rappresenta un caso emblematico di sepolture villanoviane aristocratiche di area bolognese in fase orientalizzante.

Accanto alle monumentali stele funerarie in pietra arenaria e calcare, fra cui spicca la cosiddetta e ormai famosa “Stele delle Spade”, caratterizzata da una complessa decorazione a bassorilievo, si possono ammirare i rispettivi corredi funerari.

Alla monumentalità esterna delle sepolture, rappresentata dalle stele in pietra lavorata, corrisponde una monumentalità interna, che si concretizza nella quantità e nella qualità degli elementi del corredo funerario.

Alla raffinatezza delle sculture esterne fa riscontro la ricercatezza nella lavorazione del bronzo, dell’argento e dell’oro che, assieme all’ambra, all’osso e alla pasta vitrea, componevano preziose parures di gioielli.

Il tema del banchetto, rito sociale tipico dell’aristocrazia del tempo, resta centrale nei corredi funerari. Pregevoli vasi in bronzo per contenere bevande, si affiancano ai tanti recipienti in ceramica usati per bere – come le tazze – o per presentare e consumare i cibi -come i piatti e le scodelle- formando servizi imponenti, che dovevano ribadire, durante il rito, il rango elevato dei titolari di queste sontuose sepolture.

Per info rivolgersi a Paola Poli, Conservatore Archeologo del MUV tel. 051-780021 – paola.poli@comune.castenaso.bo.it

 

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