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TURCHIA: CULTURA – Religione, turismo della Fede e società

Uno degli elementi caratterizzanti della Turchia è la convivenza di edifici sacri di religioni diverse. Ci sono templi dedicati ad antichi dèi risalenti all’epoca delle civiltà politeiste, chiese, sinagoghe e naturalmente moschee.

L’Anatolia fu la prima patria della Cristianità, ovvero il luogo dove il Cristianesimo si slegò dall’ebraismo e iniziò ad essere considerato una religione autonoma.

Oggi la maggioranza della popolazione è musulmana ma i monumenti sacri cristiani ed ebrei sono preservati come in un enorme museo all’aria aperta e rispettati coerentemente con la tradizione islamica della tolleranza. Molti di questi monumenti sono stati recentemente restaurati e sono illuminati nelle ore notturne. Tutto questo fa sì che in Turchia sia molto diffuso il Turismo della fede, soprattutto verso le seguenti destinazioni:

  • Istanbul – Museo Kariye (Chora) Chiesa di San Salvatore in Chora; Museo di Aya Sofya (Santa Sofia) una delle opere cristiane più importanti di tutti i tempi; Moschea di Sultanahmet; la Chiesa di S. Antonio; le Sinagoghe di Neve Scialom e Ahrida.
  • Izmir – Moschea Hisar, Una delle sette chiese dell’Apocalisse e chiesa del martirio di S. Policarpo, Sinagoga di Karataş Beth Israele. Ad Efeso ricordiamo la Casa della Vergine Maria che recentemente è stata visitata da Papa Benedetto XVI.
  • Ankara – Tomba e Moschea di Haci Bayram Veli, Sinagoga di Samanpazari, Chiesa di San Paolo.
  • Kayseri – Complesso e Moschea di Hunat Hatun, Chiesa di Santa Barbara, Chiesa di Kubbeli.
  • Cappadocia – Centro d’insediamento dei primi Cristiani con chiese, cappelle, monasteri e città sotterranee
  • Tarsus – Città natale di San Paolo.
  • Antakya (Antiochia) – Chiesa roccia di San Pietro, Monastero di San Simone, Complesso e Moschea di Habib-un Neccar

Sebbene sia ufficialmente uno Stato laico, la Turchia osserva alcune importanti feste religiose. In ogni stagione c’è poi un ricco ventaglio di manifestazioni con musica, teatro, danze, folclore e competizioni sportive d’antica tradizione.

Ci sono due principali feste religiose: Ramazan (oppure Şeker) Bayramı e Kurban Bayramı.

Ramazan (Ramadan negli altri paesi islamici), è il periodo di digiuno diurno (inizia prima dell’alba) che i musulmani sono tenuti a osservare per la durata di un mese.  

Kurban Bayramı ricorda il sacrificio di Abramo che stava per offrire la vita del figlio Isacco a Dio quando questi lo fermò mettendo alla prova la sua fede.

Tra le feste civili c’è la Festa della Sovranità Nazionale e del Bambino che cade il 23 Aprile. Questa ricorrenza è stata presentata per la prima volta anche in Italia il 23 Aprile scorso presso il Museo Explora, il Museo dei Bambini di Roma. Moltissimi ragazzi e bambini italiani hanno partecipato alla festa, attratti dai giochi tradizionali, dal teatro dei burattini e dalle altre attività ludiche. L’evento verrà ripetuto ogni anno in questo Museo.

Altre feste civili nazionali sono quelle della Gioventù e dello Sport (19 Maggio); la Festa della Vittoria (30 Agosto) e Festa della Repubblica (29 Ottobre).

Tra le feste tradizionali ci sono feste di vario tipo che vengono organizzate in tutti i villaggi del paese e in ogni periodo dell’anno.

Tra le più famose da ricordare:

  • “la lotta tra cammelli” che si svolge a metà gennaio -è uno degli eventi più appassionanti e richiama spettatori da tutta la regione di Izmir;
  • il Festival della Musica e del Folklore a Silifke (maggio);
  • il Torneo di lotta orientale di Kırkpınar a Edirne (luglio) che vede impegnati, su un’isoletta nel fiume Tunca, atleti dal corpo cosparso d’olio;
  • la Festa di Mevlana, con i dervisci danzanti a Konya (1-17 dicembre) per commemorare il mistico Mevlana, la loro guida spirituale che visse nel XII secolo. L’UNESCO ha deciso di partecipare alle celebrazioni dell’800° anniversario della nascita di Mevlana durante il 2007.

Mevlana Celaleddin Rumi (1207–1273), nel 1225 si stabilì a Konya, dove rimase fino alla sua morte. Gli insegnamenti di Mevlana si ispirano a principi di morale universale, alla carità e all’accoglienza senza giudizio. Tali principi sono raccolti nelle sue opere principali tra cui figurano il Mesnevi (racconti filosofici), il Divan-i Kebir (raccolta di poesie), Mektubat (lettere). La festa in onore di Mevlana, che ha il fine di perpetuarne il pensiero e le massime, è celebrata attraverso il rituale della danza dei Dervisci, confraternita attorno a cui si riunirono i seguaci di Rumi. La cerimonia dei Dervisci danzanti, pur essendo formalmente considerata uno spettacolo culturale, è anche qualcosa di più. Chi avrà il privilegio di assistere a questo antichissimo rituale se ne renderà immediatamente conto in quanto si troverà coinvolto in un clima di raccoglimento e di profonda preghiera. Uno spettacolo emozionante ed unico, che fonde storia e tradizione religiosa, in grado di elevare spiritualmente chi vi assiste con una disposizione adatta ad accogliere principi morali di validità universale, che vanno al di là e oltre qualsiasi differenza e distinzione dettata dal tempo o dalla geografia. La cerimonia e la danza, immagine dell’unione mistica con Dio, ha un altissimo valore simbolico e la conoscenza del significato di ciascun elemento arricchisce immensamente la suggestione e la bellezza del rituale stesso. La cerimonia rappresenta l’ascesa dell’uomo al Paradiso, il suo viaggio spirituale, la sua ricerca della verità attraverso l’amore, la perdita dell’essere umano in Dio che si ritrova poi in se stesso con una nuova maturità e una nuova disposizione verso l’intero creato.

DONNE
La Costituzione della Turchia sancisce la parità di diritti tra uomo e donna, riconosciuta già nel 1928. Il diritto al voto alle donne fu stabilito nel 1934. Nel 1990 fu creato un Direttorato Generale per lo Stato e i Problemi delle donne con il fine di tutelare i diritti delle donne, rafforzarne la posizione all’interno della società, dell’economia e della politica. Il Codice Civile del 1 gennaio 2002 considera i due componenti della coppia uguali nell’istituzione del matrimonio.

A partire da queste solide basi, negli ultimi anni, la Turchia sta investendo le proprie forze affinché la parità dei sessi diventi una realtà sempre più solida. Anche la scolarizzazione delle donne è aumentata nettamente negli ultimi dieci anni: nel 1997 la percentuale di ragazze che frequentavano la scuola primaria era del 75,6%, mentre nel 2003/2004 è passata al 95,7%.

La scuola è sicuramente uno strumento di primaria importanza per fornire alle donne le capacità e le qualifiche per inserirsi in maniera più decisiva nel mondo del lavoro, nel mondo della politica e nelle alte sfere decisionali in generale.

CINEMA
Il 13 ottobre scorso, durante la Festa del Cinema tenutasi a Roma,
Reha Erdem, fra i più importanti registi turchi del momento, ha presentato il suo nuovo film in concorso “Bes Vakit” – Times and Wind. L’opera ha già ottenuto diversi premi ad Istanbul alla 25esima edizione del Festival Internazionale del Cinema, che si è conclusa lo scorso 14 aprile. Anche i protagonisti hanno ricevuto vari ed insigni riconoscimenti in patria al prestigioso Adana Golden Cocoon Festival.

Il cinema turco dà quindi segnali di godere di ottima salute e ciò è rappresentato anche dagli incoraggianti sviluppi proprio del Festival del Cinema di Antalya, trionfo del giovane cinema turco, che ha visto emergere un albo d’oro decisamente proiettato al futuro.

Oggi in particolare emerge una nuova “nouvelle vague”, forte di una decina di giovani registi di grande talento. “Uzak” di Nuri Bilge Ceylan ha ottenuto il “Gran Premio” e il premio alla migliore interpretazione maschile a Cannes nel 2003. Ferzan Ozpetek è ormai un regista affermato in Italia, dove vive da anni e dove con i suoi film, dei quali i più “turchi” sono “Hammam” e “Harem Suare”, ha vinto numerosi ed importanti riconoscimenti. Fatih Akin, che invece risiede in Germania, è stato premiato a Berlino con l’Orso d’Oro nel 2004 per “La sposa turca”.