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Vienna (Austria)

La città, situata nel Nord-Est dell’Austria, dista 40 km dal confine con la Slovacchia e circa 50 km da Bratislava (capitale della medesima).
La città è composta da 23 distretti (in tedesco Bezirke, per approfondimenti vedi Distretti di Vienna) e il centro della città è il primo distretto. Gli altri distretti si susseguono a spirale intorno al primo distretto con numero crescente. La periferia cittadina è pianeggiante e industrializzata a sud, collinosa e verdeggiante a nord ai piedi del Wienerwald.
L’anello (Ring) che circonda il centro storico, è oggigiorno una strada di raccordo; in passato invece era il confine della città ed era quindi formato da mura. Una secondo anello intorno al centro storico, la cosiddetta “cintura” (Gürtel) è oggigiorno la strada più frequentata di tutta la città, con molto traffico e una linea sopraelevata (U6) della metropolitana che la percorre in buona parte, dalla Westbahnhof a ovest fino al Danubio a nord.

La città è attraversata nella sua parte orientale dal Danubio, mentre un piccolo canale artificiale (il Donaukanal) lambisce il centro storico a est. Vienna presenta sul Danubio un’isola creata artificialmente, per proteggerla da eventuali innondazioni. L’isola viene utilizzata dagli abitanti per praticare dello sport o per rilassarsi sotto il sole, inoltre una volta all’anno (verso la fine di giugno) vi si festeggia per 3 giorni consecutivi il Donauinselfest.

LA STORIA
Nel luogo dell’odierna città, abitata in età antica dai Celti, i Romani attorno al 100 d.C. stabilirono un campo militare che venne chiamato Vindobona, a protezione della vicina città di Carnuntum. Successivamente vi si stabilirono anche civili, e l’imperatore Marco Aurelio vi morì probabilmente colpito dalla peste. Ancora oggi è possibile vedere le vecchie mura erette tra il 100 e 500, l’odierna Vienna presenta al suo centro stradine che rispecchiano all’incirca l’antica struttura. Data la posizione molto esposta verso l’est, Vindobona fu presto oggetto di conquista dei vari popoli che cercavano di penetrare in Europa, tra i quali i Bizantini, i Longobardi, i Magiari e gli Slavi.

La città riottenne la sua posizione centrale nella zona dopo che Carlo Magno la inglobò nella Marca Orientale (Ostmark), tuttavia essa dovette ancora difendersi dalle invasioni – questa volta degli ungheresi – finché nel 955 Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero, non scacciò questi definitivamente ricostituendo la Marca e donando Vienna nel 976 alla dinastia dei Babenberg, conferendo a Leopoldo di Babenberg il titolo di magravio. La dinastia dà a Vienna il ruolo primario che gli spetta nella regione, dovendo tuttavia continuare a contrastare le pressioni ungheresi, fino al 1246 quando con Federico II di Babenberg (morto in battaglia contro gli invasori) terminò la dinastia e cominciò il cosiddetto Interregnum, durante il quale si succedettero governanti boemi (Hermann di Baden, Ottocaro II Przemysl) fino a che nel 1278 Rodolfo I di Germania sconfisse Ottocaro stabilendo sull’Austria e su Vienna il dominio asburgico, che proseguirà fino al 1918.

Inizialmente osteggiata dalla popolazione (nel 1288 fu soffocata una sollevazione contro i governanti), la dominazione asburgica diede a Vienna il ruolo privilegiato di capitale dell’Impero quando nel 1438 Alberto II d’Asburgo trasferì qui la sede del potere. Sotto Massimiliano I la città conobbe una grande fioritura artistica e culturale (nel 1365 era stata fondata l’Università) mentre l’Impero sotto il suo governo e quello del figlio Carlo V giunse alla sua massima estensione.

Facciata dell’HofburgNel 1533 la sede del potere venne spostata nell’edificio dell’Hofburg, il tradizionale palazzo imperiale di Vienna. Non cessarono tuttavia per Vienna le invasioni straniere: dal 1485 al 1493 la città fu sotto la dominazione di Mattia Corvino, re degli ungheresi, scacciato dalla città da Massimiliano, e nei primi anni del Cinquecento iniziò a farsi temere la minaccia turca. Vienna fu per tutto il XVI secolo funestata dalle guerre di religione, divisa tra il protestantesimo (circa l’80% sotto Massimiliano II, di fatto protestante) e il cattolicesimo, uscito vincente dopo le persecuzioni dei successivi sovrani e la violenta Controriforma dei gesuiti. Gli scontri tra le due religioni provocarono lo scoppio nell’Impero e in tutta Europa della Guerra dei Trent’Anni, durante la quale la città fu devastata dalla peste (circa 30.000 morti) e dagli assedi stranieri.Vienna rifiorì in tutto il suo splendore dopo la definitiva sconfitta dei turchi, che nel 1683 sotto Kara Mustapha erano giunti alle porte della capitale imperiale minacciando l’intero mondo cristiano. Il principe Eugenio di Savoia li batté ripetutamente, salvando la città che nel tardo Seicento e nei primi del Settecento conobbe un grande risveglio urbanistico: sotto Carlo VI fu costruita la Karlskirche, i sontuosi palazzi del Belvedere, le residenze dei nobili intorno all’Hofburg. Nel 1740 salì al trono austriaco Maria Teresa d’Austria, prima imperatrice dopo che con la Prammatica sanzione Carlo VI aveva permesso la successione in linea femminile. Maria Teresa, che governò per quarant’anni, spostò la residenza imperiale nel palazzo di Schönbrunn da lei fatto costruire alla periferia di Vienna, contribuendo a rendere la città una capitale artistica di primo piano favorendo la musica (sotto il suo regno iniziò a brillare l’astro di Mozart). Il successore di Maria Teresa, Giuseppe II, liberale e riformatore, dovette scontrarsi contro l’aristrocrazia conservatrice e la Chiesa nel suo processo di rinnovamente politico. Il cosiddetto Codice penale giuseppino modernizzò la legislazione austriaca secondo i principi dell’Illuminismo, ma la sua linea antireligiosa portò addirittura il Papa Pio VI a Vienna nel 1782 per tentare di bloccare le riforme, dopo che l’anno precedente l’imperatore aveva emanato l’Editto di Tolleranza che metteva fine ai contrasti tra cattolici, protestanti, ebrei e ortodossi. Vicino al popolo, Giuseppe II aprì ai cittadini i parchi riservati agli aristrocatici del Prater e dell’Augarten.

Negli ultimi anni del Settecento e nel primo decennio dell’Ottocento Vienna e l’Austria dovettero subire gli effetti devastanti di Napoleone Bonaparte. Nel 1806 Francesco II fu costretto dall’imperatore dei francesi a cedere il titolo di sovrano del Sacro Romano Impero, eliminando così definitivamente l’antica istituzione che risaliva a Carlo Magno, mentre il sovrano assunse il titolo di Francesco I, imperatore d’Austria. Ripetutamente battuta da Napoleone, l’Austria dovette subire la sua occupazione: Bonaparte nel 1809 s’installò a Schönbrunn sposando la figlia di Francesco I, Maria Luisa. L’abile diplomazia del principe Metternich portò tuttavia l’Austria ad aderire nel 1813 alla coalizione contro la Francia che portò alla disfatta di Napoleone e alla fine del suo dominio. Proprio a Vienna sotto la regia di Matternich si tenne il Congresso che sancì la nuova divisione dell’Europa post-napoleonica. I sovrani europei si trattennero nella capitale austriaca per circa un anno, rendendola in pratica il centro del mondo occidentale. S’imposero in questo periodo – detto periodo Biedermeier – la sinfonie di Schubert e i valzer di Strauss, ma la bella vita aristocratica non durò a lungo poiché nel 1848 i moti rivoluzionari borghesi e liberali portarono la definitiva caduta del regime reazionario di Metternich – che fuggì in esilio – e di Ferdinando II, che abdicò in favore di Francesco Giuseppe, appena diciottenne.

L’ultimo imperatore d’Austria, sicuramente il più grande, governò per 68 anni. A Vienna il sovrano operò una rivoluzione urbanistica, demolendo le mura già in parte distrutte da Napoleone ed edificando al loro posto la monumentale Ringstrasse, il viale che circonda la città ad anello ed ancora oggi arteria principale della città. Qui nel 1879 si tenne una grandiosa parata per celebrare le nozze d’argento dell’imperatore con la moglie Elisabetta (la famosa “Sissi”). Nella capitale s’imposero le musiche di Brahms e Strauss, mentre nel 1869 venne inaugurata l’Opera di Vienna. Nei primi del Novecento la città fu scossa da nuovi fermenti artistici: la Secessione viennese di artisti quali Gustav Klimt e Koloman Moser, lo Jugendstil architettonico che portò all’edificazione di molti edifici in stile Art Noveau, mentre la grande Vienna concludeva il suo ciclo storico con la morte di Francesco Giuseppe nel 1916, la disfatta della Prima guerra mondiale e la conseguente scomparsa dell’Impero, dopo l’abdicazione di Carlo I e la proclamazione della Repubblica nel 1918.

L’influenza mise in ginocchio la capitale del nuovo stato, ridotto a una piccolissima porzione dell’antico dominio, portando a fermanti rivoluzionari socialisti per tutto il decennio 1920 e buona parte degli anni ’30.L’esercito nazista entra a Vienna (1939)Nel 1933 il cancelliere della repubblica Engelbert Dollfuss sciolse il Parlamento proclamando con una risposta reazionaria ai socialisti un regime di stampo fascista. Non durò a lungo: l’anno successivo rivolte di sinistra fecero vacillare il governo, che venne colpito al cuore dagli invasori nazisti che tentarono un colpo di stato uccidendo Dollfuss ma fallendo il tentativo di conquista dell’Austria a causa dell’opposizione di Mussolini. Il successore di Dollfuss, Kurt Schuschnigg, non riuscì a impedire la pressione di Hitler, che nel 1938 penetrò nel paese dopo che Arthur Seyss-Inquart – successore del dimissionario Schuschnigg – aprì le frontiere portando all’Anschluss con la Germania. Dopo aver drammaticamente condiviso il destino del terzo Reich, l’Austria fu occupata dagli Alleati e Vienna venne divisa tra i vincitori della guerra fino al 1955. Il rapido ritorno della democrazia, sancito anche dall’installazione nella cità delle sedi delle principali organizzazioni internazionali, permise a Vienna e all’Austria un rapido risveglio economico e politico. Nel 1995 il Paese ha aderito all’Unione europea e oggi Vienna è una delle capitali più visitate dal turismo internazionale.