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ORISTANO

ORISTANO Città (33.000 ab., CAP 09170, TEL. 0783) della Sardegna e capoluogo della provincia omonima. Le principali risorse economiche sono l’agricoltura, con coltivazioni di cereali e prodotti ortofrutticoli, l’artigianato (ricami, vasellame) e le industrie alimentari, chimiche, meccaniche, del legno, della carta. Fu fondata nell’VIII sec. e fu capitale del giudicato di Arborea dal XIII al XV sec. I principali monumenti sono la torre di San Cristoforo (XIII sec.), il duomo con il campanile (XIV sec.), le chiese di Santa Giusta (XII sec.) e San Francesco (1838). Interessante anche il museo archeologico Antiquarium Arborense.
Provincia di Oristano (2.631 km2, 160.000 ab.) Fu istituita nel 1974 e comprende un territorio pianeggiante (Campidano) e uno collinare (Arborea). È attraversata dal fiume Tirso che sfocia nel golfo di Oristano, dopo aver formato il lago Omodeo. Presso la foce del Tirso si trovano gli stagni costieri di Cabras e di Santa Giusta. Le principali risorse economiche sono l’agricoltura, con le coltivazioni di cereali, olive, uva e ortaggi, l’allevamento ovino e caprino e la pesca.

Golfo di Oristano Insenatura della Sardegna occidentale, fra capo San Marco e capo di Frasca.


Oristano, antica capitale del Giudicato di Arborea, a metà circa della costa occidentale ed al centro di una “contrazione” marcata alle estremità dai basaltici Capo San Marco e Capo della Frasca
Intorno ad Oristano, fondata nell’XI secolo dagli abitanti di Tharros, centro politico-culturale fra i più notevoli del Medioevo sardo, gravitano numerosi centri caratterizzati da una storia comune.
Il suo patrimonio archeologico e i resti monumentali e artistici non sono episodi isolati, ma fanno parte di un unico contesto consolidatosi oltre che per effetto di un’illuminata attività politico culturale; anche da una lotta comune degli uomini contro gli elementi della natura e le calamità esterne.
Il suo periodo di massimo splendore coincise col periodo di vita indipendente che visse tra il XIII e XIV secolo.
La figura di Eleonora d’Arborea, celebrata per numerose imprese guerresche, è ugualmente famosa per i singolari meriti nel campo del diritto. L’opera legislativa della giudicessa è contenuta nella “Carta de Logu”; che è nel tempo stesso un insigne monumento giuridico e uno dei più significativi documenti scritti nell’antica lingua sarda.
Durante i secoli della dominazione spagnola carestie e pestilenze contrassegnarono anche la vita oristanese.
Oggi Oristano è fattivamente inserita nella “rinascita” di tutta la Sardegna.
PIAZZA ROMA è il centro della città, dominata dalla Torre di Mariano, detta di San Cristoforo o Porta Manna, edificata nel 1291 da Mariano Il; in cima una campana fusa da Bernardo Guardia nel 1430. Percorrendo CORSO UMBERTO I si giunge a PIAZZA ELEONORA, ove si erge la statua in marmo della giudicessa Eleonora d’Arborea, opera dello scultore Ulisse Cambi, su base dell’architetto Mariano Falcini, inaugurata nel 1881.
Oltrepassata la Piazza e raggiunta Piazzetta Corrias èd’obbligo una visita all’ “Antiquarium Arborense”, in cui si trova una raccolta di materiali vari di età neolitica, da stazioni lacumaresi dello “stagno” di Cabras; di età nuragica, dalla Penisola del Sinis; di età punica e romana, provenienti soprattutto da Tharros. A poca distanza da Piazza Eleonora si trova LA CATTEDRALE che, insieme agli edifici del Seminario Tridentino Arborense e dell’Episcopio, forma un complesso urbanistico-architettonico di grande interesse.
All’antica struttura sono riferibili due importanti lastre marmoree da ambone: su rilievi bizantineggianti dovuti ad artista pisano, esse mostrano due raffigurazioni del secolo XI “Daniele nella fossa dei leoni” e “Due leoni che abbattono due cerbiatti”.
L’edificio fu ricostruito nel 1721-45 secondo una propria interpretazione del barocco. All’epoca della cappella gotica del 1228 potrebbe riferirsi nella sua prima parte l’erezione del campanile ottagono.
Nell’omonima cappella la statua policroma dell’ Annunziata, opera attribuita a Nino Pisano.
L’aula capitolare custodisce, oltre due borchioni del 1228, antifonari del secolo XIV, particolari oggetti d’oro e d’argento, pianete dei sec. XV -XIX.
Attigua al Duomo è la chiesa di S. FRANCESCO, ove si conserva un crocefisso detto di Nicodemo, scultura policroma in legno che risale al 1350 circa, opera spagnola derivata da modelli renani.
Si ritorni di nuovo a Piazza Eleonora e per corso Umberto I si raggiunga, attraverso Piazza Roma, VIA GARIBALDI, dove sorge la chiesa di S. CHIARA, che conserva l’abside e non pochi resti dei fianchi e dell’antico monastero. Lo stile è ripercorso dagli schemi di piante e di alzato del gotico francese.
All’interno, lapide sepolcrale della giudicessa d’Arborea Costanza di Saluzzo, dell’anno 1348, e opere varie di pittura e scultura.
Proseguendo lungo la via Garibaldi si arriva alla torre medioevale di PORTIXEDDA, che proteggeva la porta che collegava la città col “borgo”.
Per chi disponga di maggior tempo si consiglia una visita al Portale Monumentale, presso il Santuario del Rimedio, detto “di Vitu Sotto ” del sec. XVIII.