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Noto

NOTO – Comune in provincia di Siracusa (21.704 ab., CAP 96017, TEL. 0931), famoso per i monumenti di architettura barocca, realizzati per la ricostruzione del Paese, dopo il terremoto del 1693. Le risorse economiche principali sono rappresentate dall’agricoltura, con la coltivazione di olive, mandorle e uva e dalle industrie alimentari e tessili. I principali monumenti sono il palazzo comunale (1746), la chiesa di San Salvatore (1791-1801) e la vicina necropoli preistorica. Gli abitanti sono detti Notinesi o Netini.


Itinerario naturalistico
La località, a circa 12 km da Noto è sempre sulla fascia costiera; si raggiunge percorrendo la S. P. Noto-Pachino, seguendo la segnaletica turistica.

Vendicari – Zona umida costiera di alta vitalità biologica, riserva naturale dal 1984, caratterizzata dai Pantani Piccolo, Grande, Roveto, Sichilli e Scirbia. Si estende per 8 km lungo il tratto costiero e racchiude aspetti naturalistici e storici di grande interesse. Le diversità della zona e le caratteristiche di questo ecosistema hanno favorito una molteplice vegetazione, la cui specie più significativa è rappresentata dal ginepro coccolone, palma nana, mirto, lentisco, ecc, un punto di sosta e di transito per l’avifauna, quali fenicotteri, cigno reale, airone, gabbiani, ecc, nonché la presenza di rarissimi esemplari di rettili.
Testimonianza storica della riserva è una torre di epoca svevo-aragonese e resti di una tonnara settecentesca.
Le località sotto indicate si raggiungono risalendo la S.S. 287 Noto-Palazzolo, direzione collinare, seguendo l’apposita segnaletica.
Cava Cultrera -Piccola riserva caratterizzata da laghetti e coperta da folta vegetazione (presso San Corrado. Fuori le mura).
Fiume Manghisi -Suggestiva località nell’alto corso del fiume Cassibile caratterizzata da un laghetto e da platani orientali.
Cava Grande -Riserva naturale, interessante, oltre che dal punto di vista archeologico e preistorico anche, ma soprattutto, naturalistico. li paesaggio si presenta caratterizzato da una maestosa valle incassata tra superfici rocciose che convergono ripide verso il fondo, dove scorre il fiume Cassibile, l’antico Cacyparis, le cui acque si riversano in grandi pozze; chiamate «nache». La particolare conformazione geopolitica e l’elevata umidità costituiscono l’ambiente ottimale per la sopravvivenza di rare specie di vegetali, animali ed alcuni esemplari di falconiformi. Vi è inoltre, una vasta necropoli rupestre appartenente al periodo siculo (1000 -850 a.c.); le tombe a grotticella sono circa 200.
Interessante anche la ceramica appartenente al complesso archeologico di Cassibile, conservata al Museo Archeologico «P. Orsi» di Siracusa e caratterizzata da dipinti particolari. Si segnala ancora, la fibula con arco utilizzata nell’abbigliamento dell’epoca. Si raggiunge scendendo dal Belvedere fino alla letto del fiume.


Noto Antica
A 15 km circa dalla città. Si raggiunge percorrendo la S.S. 287 Noto-Palazzolo, oltrepassando il Santuario Santa Maria della Scala.
Sorge sull’Alveria, un’altura pianeggiante a forma di cuore abitata sin dalla preistoria. Bagnata dai fiumi Asinaro e Salitello, la Città Antica abbracciava contrade che, estese dal monte al mare, furono centro di varie civiltà. Attorno ad essa ruotava la vita economica, caratterizzata da fiorenti industrie artigianali. Fu rinomato centro culturale, madre di uomini illustri e centro di filosofi e studiosi. L’ 11 gennaio del 1963 un terribile terremoto la rase al suolo.
Area archeologica di notevole interesse, i reperti portati alla luce sono:
– necropoli sicule del IX e VIII sec. a. C.
– rinvenimenti di corredi funerari, oggetti metallici e vasellame
– grotta del carciofo (catacomba ebraica)
– grotta delle Cento Bocche (testimonianza protocristiana)
– ruderi di un’imponente cinta muraria e del Castello Reale (XI -XVI sec.)
– Porta della Montagna.
Del suo antico splendore, all’interno della Città Antica, tra i resti sono visibili:
– avanzi di un Gymnasium ed Heroa ellenistici (III sec. a. C.)
– mura ellenistiche
– testimonianze di Chiese medievali, rinascimentali e barocche
– Palazzo Belludia (XVII sec.)
– Eremo di Santa Maria della Provvidenza, costruito dopo il terremoto del 1693. L’interno è prezioso per l’originale pavimentazione coeva alla costruzione della chiesa.

Castelluccio
A 25 km circa dalla città. Si raggiunge risalendo verso la S.P. Noto-Testa dell’Acqua, fino all’apposita segnaletica.
È un villaggio preistorico abitato sin dall’età del bronzo (1900 -1440 a.C.), che diede luogo ad una cultura assai interessante, la civiltà di Castelluccio, simile in parte a quella di Tarxien (Malta) e a quella del Mesoelladico, che si propagò in breve tempo in tutta la fascia sud-orientale della Sicilia. A testimonianza, si contano circa 200 tombe a grotticella artificiale nella Cava della Signora, sulle pareti di uno sperone roccioso. Sono stati recuperati due portelli di sarcofago scolpiti con disegni spiraliformi in rilievo, primo elemento di scultura in Sicilia in epoca preistorica. Il villaggio rupestre ha lasciato ancora una grande quantità di vasi, giare, manici di coltelli intarsiati, strumenti vari e una buona ceramica, frutto di manufatti artigianali custoditi nel Museo Archeologico P. Orsi di Siracusa. Si segnala infine la Grotta dei Santi, oratorio bizantino sul Passo della Sella. All’interno si intravedono dipinti del XIII sec. d. C. Nel borgo di Castelluccio si segnalano ancora la Torre dei Landolina del XIV sec. d. C, e la Torretta dell’Orologio.
Santa Lucia di Mendola
La località si raggiunge ritornando nella S. P. Noto-Palazzolo, percorrendo ancora 5 km circa.
Catacomba cristiana con nicchie funerarie e resti umani; avanzi di colonna ti e altari. Interessante ipogeo bizantino.