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LA VALPOLICELLA: Veneto – Lago di Garda

Stagione: da Aprile a settembre. Tempo: un giorno. Percorso: 100 km circa.

TABELLA DI MARCIA. Da Cavaion Veronese, attraversato l’Adige presso Sega di Cavaion (6 km), si prende a sinistra per Volargne (4 km). Tornando indietro si raggiungono Domegliara, Sant’ Ambrogio, San Giorgio in Ganna (lO km) e quindi Cavai o (6 km). Dopo Breonio (9 km) si arriva a Sant’ Anna d’Alfaedo (7 km). Ridiscendendo verso Molina (11 km), si oltrepassano Fumane (1O km), San Pietro in Cariano (6 km), Corrubio (4 km) e si giunge a Pedemonte (4 km). Di qui una breve deviazione a San Floriano e Negrar (4 km), per poi ridiscendere a Novare di Arbizzano, Parona, e infine Verona (14 km).

Fra Verona e il Garda, abbracciata dal fiume Adige e chiusa a nord dalle Prealpi, la Valpolicella – da sempre terra di vini famosi -offre all’ospite suggestivi itinerari turistici fra le sue antiche chiese, i vecchi nuclei abitati (corti e contrade), i villaggi montani con case in pietra e le splendide ville del fondovalle. La compongono attualmente sette comuni: Pescantina, San Pietro in Cariano, Negrar, Màrano, Fumane, Sant’ Ambrogio e Sant’ Anna d’Alfaedo. Ma bisogna aggiungere, almeno per rispetto alla geografia oltre che alla storia, anche Parona (in comune di Verona) e Volargne (in comune di Dolcè).

Moltissime sarebbero in Valpolicella le cose da vedere, ma purtroppo occorrerà accontentarsi dell’essenziale: qualche chiesa, qualche villa, il rudere di un castello, perché se volessimo vedere tutto, ma proprio tutto, dovremmo impiegare, anziché un giorno, una settimana di tempo. Si pensi che le chiese meritevoli di una visita sono, esse sole, una trentina; lo stesso dicasi per le ville architettonicamente prestigiose, alcune delle quali famose oltre i confini del Veronese. Poche, dunque, le vere e proprie tappe attraverso questo lembo di terra scaligera, abitata già in ere preistoriche e conosciuta fin dai tempi di Roma come ‘Pago degli Arusnati’.

Partendo da un qualsiasi punto dell’entroterra gardesano, per esempio da Cavaion Veronese, si passi l’Adige alla Sega di Cavaion e ci si diriga subito, anziché verso la Valpolicella, verso la Valdadige (in direzione di Trento). Non si può non ammirare, infatti, poco più a nord della Sega, il suggestivo panorama della Chiusa, con l’Adige che scorre in una profonda, strettissima gola fra due altissime rupi.
Profittando della deviazione ci si rechi poi a visitare, a Volargne, la cinquecentesca villa Del Bene con i cicli pittorici affrescati dai migliori pennelli veronesi di quel secolo: Domenico Brusasorzi, i dueCaroto (Giovanni e Giovanni Francesco) e Bernardino India.
Ritornati verso la Valpolicella (in direzione di Verona) si attraversino Domegliara e Sant’ Ambrogio (famosa per i suoi marmi): si può salire a San Giorgio in Ganna per una visita alla chiesa romanica (XII sec.) che custodisce un ciborio di epoca longobarda (VIII sec.). Proseguendo si può far tappa a Cavalo per salire sul monte Pastello (cave di marmo), dal quale si godono splendide vedute della Valdadige, del monte Baldo e dell’anfiteatro morenico di Rivoli. Si prosegua quindi per Breonio (chiesetta quattrocentesca di S. Marziale con dipindi di Francesco Morone e Domenico Brusasorzi) e l’antico abitato con case costruite in pietra locale.
Risaliamo quindi per Fosse e Sant’Anna d’Alfaedo: qui merita una sosta il locale Museo di storia naturale, dove accanto alla paleontologia convive anche la preistoria. Dalle cave del vicino monte Loffa vengono infatti i fossili di squali, razze, coccodrilli e tartarughe marine; parte di essi sono esposti qui, mentre altri si trovano al Museo di storia naturale di Verona. La visita procede per il vicino ponte di Veia, uno dei maggiori ponti naturali che si conoscano, probabilmente originato dal crollo della volta di una grandissima grotta (della copertura dell’antro rimase in piedi, dopo il crollo, la testata che forma l’attuale ponte).
Si ridiscenda verso Molina, splendido e quasi intatto villaggio con case in pietra, noto per il Museo botanico della Lessinia e il Parco delle Cascate, ricco di flora e di salti d’acqua, opportunamente attrezzato con sentieri per la visita. Proseguendo si raggiunge Fumane (nell’omonima valle, la più incisa delle tre che formano la Valpolicella) , dove si trovano la villa cinquecentesca dei Dalla Torre e la chiesa medievale di S. Maria del Degnano (con affreschi seicenteschi di Paolo Ligozzi).
Dopo avere attraversato San Pietro in Cariano (numerose le ville), a Corrubio si può ammirare la chiesetta dei Ss. Martino e Rocco (in parte romanica, in parte gotica). A Pedemonte si sosti a villa S. Sofia: della metà del XVI sec., fu ideata dal Palladio per conto di Marcantonio Serego. Del progetto originale non fu attuata, però, che una parte.
Svoltando a sinistra, dopo San Floriano (pieve romanica del X sec.; l’attuale rifacimento è del XII) si raggiunge Negrar (notevoli l’imponente torre campanaria della pieve del XII sec. e il giardino di villa Rizzardi). Dopo Novare di Arbizzano, con la villa Bertani (ex Mosconi) costruita dall’architetto Adriano Cristofali nel XVIII sec. (suggestivo il parco e il laghetto), si entra a Parona, con il celebre porto sull’ Adige, per raggiungere infine Verona.