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IMPERIA: da Oneglia a PortoMaurizio

Piazza Dante è il centro fisico ed ideale di Oneglia. Il circolare Rondò dei primi dell’Ottocento deve l’attuale forma quadrangolare all’architetto Domenico Oneglio nel 1849. Quattro angoli per quattro possibili chiavi di lettura alla ricerca del suo passato, dei suoi simboli e dei suoi storici protagonisti. Da qui ha inizio il nostro itinerario alla scoperta
di una delle due anime di Imperia. Sul lato sud della piazza, l’ex palazzo Comunale ci accoglie con l’ombra dei suoi portici. È un palazzo dal sapore antico, medioevaleggiante, eppure costruito solo nel 1891, secondo il disegno dell’ingegnere Giacomo Agnesi. Il gusto eclettico è in realtà ben denunciato dalla bassa torre centrale con orologio e stemma cittadino e dalla curiosa loggia sovrastante. Sede del governo fino al 1923 (anno dell’unione con Porto Maurizio), il palazzo accoglie oggi uffici pubblici ed associazioni culturali. Ai lati si dipartono da un lato via Belgrano, dall’altro via Alfieri e poi via Schiva, dominate dall’imponente mole del Pastificio Agnesi. Più discreto lo storico stabilimento dell’ oleificio Sasso, disegnato dall’architetto Alfonso Scoll, conserva il fascino delle opere incompiute. Sul lato opposto della Piazza, il lungo rettilineo di via Berio corre a raggiungere il principale stabilimento oleario imperiese, il Fratelli Carli. Ma sono i portici di via Bonfante, elegante strada cittadina tracciata dopo lo smantellamento della cinta muraria all’inizio del 1800, ad attirare ancora una volta la nostra attenzione. Una lunga galleria monocromatica, resa più viva dagli effetti chiaroscurali di cornici ed elementi decorativi. All’altezza del civico 37, grazie ad un caratteristico varco, scopriamo la Galleria degli Orti, un verde rettangolo dove negozi e bar hanno recuperato spazio a ridosso delle palizzate. Da qui, guidati dal profumo della farinata di ceci e della torta verde, raggiungiamo la retrostante via Vincenzo Monti, su cui si affacciano alcuni tipici negozi onegliesi. La strada confluisce nel centro di via dell’Ospedale, il più antico percorso che dal Colle di Castelvecchio conduceva alla Ripa Maris medievale, e proseguendo ancora arriva nella cosiddetta “Crocera”, ossia all’incrocio tra via San Giovanni, via Bonfante e via Amendola. Imbocchiamo via San Giovanni alla ricerca di piazza Doria, curiosi di vedere lo storico palazzo, sede dei signori di Oneglia, dove nacque Andrea Doria, celebre ammiraglio e politico. Dell’antica dimora rinascimentale purtroppo non resta più nulla: scomparso nel 1927 anche l’architrave cinquecentesco del Gaggini da Bissone. Via Des Geneys sfocia in Piazza De Amicis, già dedicata al re Vittorio Emanuele, dove si trovano il vasto palazzo in cui nacque, il 21 ottobre 1846 il celebre scrittore.

Da via Belgrano ritorniamo in piazza Dante e indirizzati verso ponente, in direzione di Porto Maurizio, attraversiamo via della Repubblica, lungo rettilineo già tracciato nel piano urbanistico del 1849. Arriviamo quindi in viale Matteotti, vero simbolo dell’unione di Oneglia e Porto Maurizio. Lungo questo viale nel 1932 si decise di costruire il nuovo palazzo Comunale in un’area equidistante tra i due paesi, che nel passato era stata teatro di scontri tra le comunità. Nella sala consigliare un affresco, dipinto da Cesare Ferro, unisce simbolicamente i personaggi illustri già incontrati ad Oneglia con quelli della storia di Porto Maurizio.
Nel tempo viale Matteotti ha accolto poco a poco tutti i principali uffici pubblici, eretti anch’essi per sancire concretamente la nascita della nuova Imperia. Fra questi il grandioso palazzo della Prefettura e della Provincia era in origine l’Hotel Riviera, costruito nel 1903 sul modello degli storici alberghi di Sanremo e Bordighera, circondato tuttora da un bel parco con essenze mediterranee. Alle sue spalle inizia corso Roosevelt, una strada panoramica alberata che ricorda i boulevard francesi, lungo la quale, tra il verde di giardini lussureggianti, si intravedono scorci di ville novecentesche.
Sono le residenze private dei primi cittadini imperiesi che vollero sentirsi tali.