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da Ovindoli al Parco Sirente Velino

da Ovindoli al Parco Sirente Velino
Distanza: 123 km
Durata indicativa: 2 ore, 25 minuti

  1. Partenza da OVINDOLI
    Comune montano di 1.270 abitanti della provincia dell’Aquila e fa parte della Comunità montana Sirentina.
    Nell’altopiano che collega il suo territorio con Rocca di Mezzo si trovano le piste da sci di fondo più lunghe dell’Italia centrale. Inoltre sul Monte Magnola esistono piste da sci alpino di ogni grado di difficoltà.
  2. Fossa
    Piccolo abitato, il cui centro storico è costruito intorno alla “Ciciuvetta”, un mitreo scavato nella viva roccia nel 201 d.C. che accoglieva l’idolo del Sole Invitto. Interessante il frequente ricorso di archi nell’architettura delle abitazioni, che deriva da un’antica leggenda popolare: l’unico modo per sfuggire agli spiriti cattivi era quello di rifugiarsi sotto un arco. Interessante dal punto di vista archeologico, la visita alle necropoli più antiche dell’Età del Ferro della regione, dove si scoprono le architetture tombali di questa parte dell’Abruzzo e si intuisce la caratteristica del rito funerario.
  3. San Demetrio ne’ Vestini – Grotte di Stiffe
    Gli amanti della speleologia potranno visitare nelle vicinanze di San Demetrio, le Grotte di Stiffe che, con uno sviluppo di 650 metri, sono caratterizzate da cascate e laghetti di grande suggestione (info: Centro unico prenotazioni tel. 0862 86142 o 0862 86100). II vero protagonista delle Grotte è il Sirente, che da un piccolo ruscello con acqua tranquilla e cristallina, può diventare un rombante fiume con rapide e cascate. Bellissime concrezioni, stalattiti e stalagmiti, si possono ammirare in diversi tratti della grotta; esse formano, a seconda delle figure che evocano, luoghi dai nomi di misterioso fascino: Sala della Cascata, Sala delle Concrezioni, Sala del Lago Nero e altre ancora.
  4. Prata d’Ansidonia
    La chiesa di S. Nicola, rifatta in forme barocche nel Settecento, conserva un elegantissimo ambone scolpito del 1240, considerato da alcuni come il più bello dell’Abruzzo. A circa 2 km dal paese si trova l’area archeologica di Peltuinum (vedi foto) che si erge sull’intera vallata. Si possono vedere elementi dell’anfiteatro e resti delle mura di cinta urbica.4. San Pio delle Camere
    L’intera zona vede affiorare qua e là le torri che testimoniano la presenza di antichi castelli o fortilizi, costruiti per difesa e avvistamento, come quello di San Pio delle Camere e, più avanti, la torre di Bominaco. Questa zona è conosciuta come la “via dello zafferano”, per la coltivazione della preziosa spezia.
  5. Bominaco
    Con i resti del Castello e con le due chiese abbaziali di S. Pellegrino e S. Maria, formava il monastero benedettino di Momenaco. La chiesa di S. Maria, del sec. XI-XII, costruita sulla roccia, è un notevole esempio delle chiese basilicali romanicoabruzzesi.
    Splendido l’interno, ricco di capitelli, architravi, oggetti sacri di epoche remote. Nell’oratorio di S. Pellegrino, ci sono affreschi del secolo XIII, che sono tra le più alte manifestazioni pittoriche del Medioevo nella regione.
  6. Fontecchio
    Antico centro di aspetto medioevale parzialmente cinto da mura e caratterizzato da viuzze e tornanti in acciottolato. Sono caratteristici i numerosi archi che formano porticati tra gli edifici, le cosiddette “botteghe medioevali” con le loro scalette in pietra, e la fontana del ’300 (vedi foto), di scuola viterbese, composta da una vasca poligonale con quattordici facce divise da pilastrini.
    Caratteristiche sono le cosidette “pagliare”, abitazioni dei contadini sorte in zone poco favorevoli alle attività, allo scopo di sfruttare al massimo le aree sovrastanti i paesi, a testimonianza della cultura pastorale e contadina dell’Abruzzo.
  7. Secinaro
    Di grande interesse sono la chiesa madre di San Nicola, costruita sui resti del castello medievale che domina l’intero paesaggio, e la bella chiesa di Santa Maria della Consolazione, costruita, secondo la tradizione, su un antico tempio pagano. Secinaro è il paese dei mulattieri e dei tagliatori di ghiaccio: famosa la “neviera” dove, un tempo, si produceva e conservava il ghiaccio da vendere nelle fiere locali.Arrivo al Parco Sirente Velino

PRODOTTI
formaggi: ricotte di capra, pecorino di fossa
tartufo miele
primi piatti: ravioli di ricotta, pappardelle
secondi: pecora agl’ cuttur, arrosto di vitello, agnello alla brace, cinghiale
dolci: pizza dolce