Crea sito

LIBANO

Repubblica dell’Asia occidentale, nel vicino oriente; confina a nord e a est con la Siria, a sud con Israele e si affaccia a ovest sul mar Mediterraneo.
Il territorio presenta una fascia costiera lunga circa 170 km, interrotta da promontori rocciosi e fronteggiata da isole e isolotti.
All’interno si eleva la catena del Libano, disposta da nord-est a sud-ovest, che raggiunge l’altitudine massima di 3.083 m nel Qornet el Saouda.
Procedendo ulteriormente verso l’interno, si incontra la fossa Al Beqaa, prosecuzione della depressione occupata dal mar Rosso. Infine si rileva la catena dell’Antilibano (Talat Musa, 2.629 m, Hebron, 2.815 m), circa parallela a quella del Libano, lungo il confine siriano.
Il paese gode di un clima mediterraneo sulla costa e di transizione nell’interno, con piogge più scarse.
I fiumi principali sono il Nahr el Asi (Oronte) e il Litani (Leonte).
La popolazione vive per la maggior parte nella zona costiera, dove sorgono la principali città del paese, Beirut, Tripoli, Saida (Sidone), Tiro, mentre sul versante orientale della Catena del Libano sorgono Zahlè e Baalbek, famoso centro archeologico.
Grazie alla favorevole posizione geografica e a una legislazione compiacente verso i capitali stranieri, il Libano era diventato, intorno agli anni ’60 la principale piazza finanziaria del vicino Oriente. Successivamente la guerra civile del 1975-1976 tra cristiano-maroniti e musulmani ha fatto ripiombare il paese in una gravissima crisi.
L’agricoltura può contare su notevoli risorse idriche, ma la presenza delle montagne ostacola la distribuzione delle acque. Prevale, per quanto a carattere di sussistenza, la cerealicoltura, in particolare di frumento; si producono inoltre orzo, mais, avena e sorgo. In buona parte destinati all’esportazione sono gli agrumi e le banane. Numerosi sono i prodotti frutticoli (mele, pere, albicocche ecc.) e affermata è la vite, sia per la produzione di vino sia per la produzione di uva passa.
Tra la colture di oleaginose spiccano, oltre all’olivo, nettamente prevalente, anche arachidi e girasoli. Il tabacco è una discreta risorsa per i villaggi montani.
I boschi sono degradati, a causa di un indiscriminato sfruttamento (scomparsi sono i famosi cedri del Libano, di cui restano pochi esemplari protetti).
L’allevamento ha subito gravissimi danni, durante la guerra civile. Prevalgono volatili da cortile, mentre scarsi sono bovini e suini. La pesca non è molto praticata, penalizzata anche dalla scarsa pescosità delle sue acque.
Povere le risorse del sottosuolo, limitate a minerali di ferro e rocce fosfatiche.
Deficitaria è l’industria di base; meno ristretto il settore manifatturiero tessile (cotone e seta) e alimentare (zuccherifici, oleifici, conservifici, manifatture di tabacchi, birrifici ecc.).

STORIA
A partire dal terzo millennio a. C., la costa è occupata dai cananei, quindi dai fenici che fondano le città stato di Byblos, Berytos (l’attuale Beirut), Sidone e Tiro. All’inizio del primo millennio i fenici dominano il commercio del Mediterraneo. Dal VII al I sec. a. C., il paese subisce la dominazione assira, egiziana, persiana, babilonese e quindi greca. Dal 64-63 a. C. al 636 d. C. il Libano fa parte della provincia romana e quindi bizantina di Siria. Nel 636 viene conquistato dagli arabi.
Nel periodo dal VII all’XI sec., la costa e la montagna servono da rifugio a varie comunità cristiane, sciite e quindi druse. Dal 1099 al 1289 i latini del regno di Gerusalemme e della contea di Tripoli dominano il litorale fino alla sua conquista da parte dei mamelucchi d’Egitto. Nel 1516 il Libano viene annesso all’impero ottomano. Dal 1593 al 1840 gli emiri drusi, specialmente Fakhr al Dïn (1593-1633) e Chihªb BachÌr II (1788-1840) unificano la montagna libanese e cercano di ottenerne l’autonomia.
Nel 1861, alla fine di un periodo di scontri tra i drusi e i maroniti (che sono in una fase di sviluppo demografico ed economico), la Francia ottiene la creazione delle provincia del Monte Libano, dotata di una certa autonomia. Nel 1918, il Libano viene liberato dai turchi e forma con la piana della Beqaa il Grande Libano. Nel periodo dal 1920 al 1943 viene posto dalla Società delle Nazioni sotto il mandato francese.
L’indipendenza del paese viene proclamata nel 1943. Il patto nazionale istituisce un sistema politico confessionale nel quale il potere viene suddiviso tra i maroniti, i sunniti, gli sciiti, i greci ortodossi, i drusi e i greci cattolici. Nel periodo dal 1952 al 1958 C. Chamoun porta avanti una politica filo occidentale. Nel 1958 i nazionalisti arabi favorevoli a Nasser avviano una guerra civile che viene interrotta dall’intervento americano. Dal 1958 al 1970 la repubblica è presidiata da F. Chehab (1958-1964) e quindi da C. Hélou.
Nel 1967, i palestinesi, rifugiati in Libano dopo il 1948, si organizzano in modo autonomo. Dal 1970 al 1976, sotto la presidenza di S. Frangié, si hanno scontri con i palestinesi, che degenerano nella guerra civile. La Siria interviene. Si affrontano due gruppi costituti da una coalizione di sinistra (favorevole ai palestinesi, sunnita, drusa e quindi sciita, le cui principali forze armate sono i fedain, le milizie druse e quelle del movimento Amal) e una coalizione di destra (in maggioranza maronita, favorevole a Israele, le cui forze principali sono costituite dalle falangi e dall’armata del Libano del sud, alleato di Israele).
Dopo due anni di scontri, la creazione di una forza multinazionale unifica il Libano (1978). Nel 1982, l’esercito israeliano blocca la città di Beirut, dalla quale caccia le forze dell’esercito palestinese. A. Gemayel succede al fratello Bachir, assassinato, come presidente delle repubblica. Due anni più tardi viene costituito un governo di unità nazionale, sostenuto dalla Siria. Nel 1985 l’esercito israeliano si ritira dal Libano.
Continua comunque la guerra civile, complicata da scontri all’interno di ciascun campo, in particolare tra le diverse tendenze musulmane: sunniti, sciiti moderati del movimento Amal, sciiti partigiani dell’Iran (Hezbollah). Questi ultimi a partire dal 1985 prendono in ostaggio alcuni occidentali (francesi e americani). Questa situazione porta al ritorno, nel 1987, delle truppe siriane a Beirut ovest. Nel 1988 il mandato di A. Gemayel termina senza che venga eletto un successore. Vengono creati due governi (uno civile musulmano a Beirut ovest, guidato da Selim Hoss, l’altro militare cristiano a Beirut est presidiato dal generale Michel Aoun, ostile alla presenza siriana).
L’anno successivo, René Moawad, eletto alla presidenza della repubblica, viene assassinato. Gli succede Elias Hraoui. Nel 1990 una nuova costituzione, a seguito di accordi tra le parti, prevede un riequilibrio del potere a favore dei musulmani. L’esercito libanese, sostenuto dalla Siria, mette fine alla resistenza del generale Aoun.
L’anno successivo, il disarmo delle milizie e lo spiegamento dell’esercito libanese in tutta la città di Beirut e il sud del paese, segnano l’inizio di una restaurazione dell’autorità dello stato sotto tutela siriana (rafforzata dalla firma nel mese di maggio di un trattato di fratellanza tra i due paesi). La situazione economica è disastrosa. Nel 1992, a seguito di elezioni legislative, fortemente contestate, e contrassegnate dall’astensione massiccia dei cristiani, viene nominato un nuovo parlamento. Rafic Hariri diventa primo ministro. Nel 1995, sotto pressione della Siria, il mandato presidenziale di E. Hraoui viene prorogato di tre anni dal parlamento senza alcuna elezione.


SCHEDA
Abitanti -3.009.000
Superficie -10.400 km2
Densità -289,3 ab./km2
Capitale -Beirut
Governo -Repubblica
Moneta -Lira libanese
Lingua -Arabo, francese
Religione -Cristiana, musulmana sciita e sunnita