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TAHITI: Le isole Tuamotu – Gambier

Les Tuamotu
Il più grande degli arcipelaghi polinesiani, le cui 76 isole ed atolli sono sparpagliati su un ‘area superiore a 20000 kmq, per lungo tempo addormentato, è ritornato alla vita grazie all’ insediamento di circa 250 aziende perlifere ed allo sviluppo del turismo legato alla ricchezza dei suoi luoghi per le immersioni subacquee che lo rendono una meta da non perdere.
Le modeste abitazioni delle isole Tuamotu affascinano per i loro muri spesso imbiancati a calce. Esse sono molto graziose per via della decorazione particolarmente curata delle loro stanze rallegrate da cuscini e “tifaifai”, da collane e da oggetti fatti con le conchiglie. Nelle vicinanze non è raro trovare la riserva di pesci familiare, vera e propria dispensa, dove compiono evoluzioni banchi di caranghi, becchi d’anatra e pesci pappagallo. I bambini possono scegliere come compagni di gioco tra i piccoli squali dormienti. Al di sopra della vasta laguna interna agli atolli, si può generalmente distinguere la sagoma dei pontili e delle attrezzature delle aziende perlifere, spesso meta d’escursione da parte dei turisti curiosi di conoscere il loro metodo di coltura e di ammirare le perle. La lontananza non implica affatto assenza di comfort ed isolamento. La dolce energia solare procura elettricità ed acqua calda ed i mezzi di comunicazione più moderni sono presenti in questi atolli. Per contro, l’acqua resta un bene prezioso e tutti i mezzi di raccolta sono adoperati a tale scopo, grazie in particolare alla presenza di cisterne. Lontano dal trambusto delle città, le Tuamotu offrono tutto ciò che può sognare il Robinson che sonnecchia in ciascuno di noi. Si tratta dell’estraniamento totale dal proprio ambiente, in simbiosi con gli elementi naturali marini, tra cielo e mare, dove l’uomo impara a vivere, fuori dal tempo.


Mangareva – Gambier
Situato ad oltre 1600 km a sud-est di Tahiti, l’arcipelago delle Gambier è costituito da 14 isolette montuose, delle quali la più grande e maggiormente popolata è Mangareva. Culla del cattolicesimo della Polinesia nel diciottesimo secolo, questo gruppo di isole annovera oltre cento edifici in pietra, costruiti a partire da quell’epoca: chiese, presbiteri, conventi, istituti scolastici, laboratori tessili, forni per il pane e torri di guardia. 1/ villaggio principale, Rikitea, racchiude l’imponente cattedrale di San Michele, del 1848, il cui capolavoro sicuramente da vedere è l’altare riccamente decorato con perle e madreperla. Le lagune mangareviane in passato erano sfruttate per le loro abbondanti madreperle perlifere. Questa attività continua ad essere svolta ancora ai giorni nostri dato che le più grandi e famose aziende che producono perle sono presenti sul posto e costituiscono la principale risorsa dell’arcipelago. Le sue lagune sono ritenute le più adatte a fornire perle di qualità.


Anaa
Di dimensione modesta e privo di canale, questo atollo che fu la culla della famiglia reale dei Pomare, era famoso un tempo anche per i suoi guerrieri feroci e conquistatori. Da quando l’isola è divenuta ospitale, vive al ritmo indolente delle attività tradizionali della pesca e della raccolta della copra, attorno al villaggio di Tukuhora.


Apataki
Scoperta dal navigatore olandese Roggeven nel 1722, Apataki è situata a 370 km a Nord-Est dell’isola di Tahiti, a 19 km da Aruata, comune dal quale dipende.
Il villaggio principale è Niutahi. L’atollo, di forma rettangolare, è un centro importante di sviluppo della perlicoltura. La piccola produzione di pesce, coprah e “nono” è esportata a Tahiti.


Fakarava
Il secondo più grande atollo della Polinesia, di forma rettangolare, 60 km di lunghezza su 25 km di larghezza, ha due villaggi principali: Rotoava nel nord-est, vicino al canale di Ngarue, della larghezza di un chilometro, ed al suo aerodromo, e Tetamanu, antico capoluogo dell’isola, situato a margine del canale meridionale di Tumakohua.
Questo atollo protetto fa parte con le sue sei isole vicine, tra le quali inizialmente Taiaro, di una riserva di biosfera classificata dall’Unesco, il che testimonia le ricchezze dell’ecosistema di questi atolli : fauna e flora particolarmente rare con il martin pescatore cacciatore, la palma delle Tuamotu e, nelle lagune, esemplari di crostacei quali le canocchie o le cicale di mare.
Tra le scoperte da fare : la visita di una azienda perlifera, quella -molto pittoresca -di uno stabilimento per l’affumicazione dei becchi d’anatra, “rori”, molto apprezzati dai gourmet asiatici, e quella dell’antico villaggio di Tetamanu con una delle prime chiese cattoliche costruita in corallo nel 1874. La risorsa principale dell’isola è l’immersione subacquea che tiene in serbo la sua buona dose di sensazioni forti nei luoghi praticamente incontaminati dove si concentrano fauna lagunare e fauna pelagica quali lasche, cernie, barracuda, razze e gli indimenticabili squali martello e squalo tigre.


Hao
Soprannominata così per la sua forma dal navigatore francese Bougainville, Hao è situata a 920 km a est di Tahiti e si estende su 55 km di superficie. La sua laguna, una delle più grandi della Polinesia, si apre con un solo canale, Kaki, a nord dell’atollo. Una parte della popolazione del villaggio di Otepa, ottiene i suoi guadagni grazie alle aziende della madreperla e della perla in pieno sviluppo.


Kaukura
Di forma ovale, questo atollo lungo 50 km e largo 14 km, suddiviso in 65 gruppi di isolotti, racchiude una laguna poco profonda dalle acque cristalline. Il villaggio principale di Raitahiti raccolto sotto le piante di cocco nella parte settentrionale dell’atollo è servito da un piccolo aerodromo, nelle vicinanze.
1379 abitanti vivono essenzialmente di pesca in laguna grazie alle loro numerose riserve di pesci che riforniscono di pesce fresco il mercato di Papeete. Il turismo nelle case private completa felicemente queste attività tradizionali.


Manihi
Su questo atollo è nata la prima azienda perlifera della Polinesia, che ha aperto la strada alle altre isole delle Tuamotu. Questa attività si è generalizzata e raffinata fino al punto di produrre degli autentici gioielli degni di adornare le più belle regine.
Gli atout turistici di questo atollo percorso da un canale profondo e navigabile, a margine del quale si trova l’unico villaggio di Turipaoa consistono nello splendore della sua laguna dai colori di fiaba, e la qualità straordinaria della sua fauna e dei suoi fondali marini famosi nel mondo. Le acque di Manihi sono conosciute dagli appassionati di immersione per la incredibile concentrazione dei pesci nei suoi bellissimi luoghi, dal canale agli spioventi di scoglio passando per “il circo “all’interno della laguna.
I tradizionali caranghi e napoleoni incrociano i pesci persici, le cernie e le lasche e le maestose razze manta che sfidano le razze aquile.
Per fare qualcosa di diverso dall’immersione, i turisti hanno la possibilità di visitare una delle numerosissime aziende perlifere o di scoprire i luoghi degli antichi marae, presenti nella parte settentrionale e meridionale dell’atollo.
La scelta si pone anche per le categorie di alberghi, dal più lussuoso, sulle pala fitte, alle modeste pensioni familiari.


Mataiva
Acquario tropicale Questo piccolo atollo vIcino a Tikehau, di l0 km di lunghezza per 5,5 di larghezza, possiede la rarissima particolarità di una laguna reticolata.
Infatti, dei movimenti di sollevamento e subsidenza hanno provocato la divisione della laguna in grandi vasche di scarsa profondità.
D’altra parte, questo atollo nasconde nel suo sottosuolo un immenso giacimento di fosfato non sfruttato per la preoccupazione di preservarne l’ambiente.
Il villaggio principale di Pahua si suddivide da una parte e dall’altra di un canale molto stretto attraversato da un piccolo ponte, dove gli abitanti fieri delle loro leggende e del proprio passato culturale vivono semplicemente della pesca lagunare resa possibile grazie alle numerose riserve di pesci. Così si raccomanda ad ogni turista la visita all'”ombelico di Mataiva”, isolotto roccioso nel mezzo della laguna. Non lontano da questo punto insolito, il turista può effettuare uno scalo all’ isola degli uccelli per osservare le sterne capellute ed i sula dalle zampe rosse, e su un altro motu, scoprire il sito archeologico del marae Papiro con le sue pietre di corallo squadrato.
La leggenda avvolge anche il luogo della roccia della tartaruga, animale sacro temuto nell’antichità.


Takapoto
L’atollo delle perle rare.
Questo grazioso piccolo atollo, di 20 km per 6, sprovvisto di canali è quasi interamente dedito alla coltura delle perle. La sua laguna protetta è utilizzata per la raccolta di larve di madreperla e l’insediamento di numerose aziende perlifere. Il villaggio di Fakatopatere si stende sulla stretta lingua di terra tra laguna ed oceano. Nelle vicinanze, delle belle spiagge di sabbia bianca e le vestigia del marae Takai dalle pietre di corallo squadrate costituiscono i principali centri di interesse turistico, con le visite alle aziende perlifere.


Takaroa
Questo atollo molto vicino a Takapoto, dalla forma ovale, dispone di un solo canale sul bordo del quale sorge il villaggio di Teavaroa.
La sua laguna poco profonda è consacrata alla coltura delle perle ed all’allevamento delle larve di madreperla che servono a rifornire le aziende perlifere delle isole sottovento. Il turismo nascente si aggiunge alle altre attività ancestrali di pesca e di cultura della copra.


Tikehau
L’isola di Robinson Questo atollo situato a 30O km a nord-ovest di Tahiti, ad una decina di chilometri da Rangiroa, di forma ovale, beneficia di un grande canale, e di una serie di isolotti di cui il più grande, a sud-ovest dell’atollo, largo 900 metri, è abitato.
Il grazioso villaggio fiorito di Tuherahera è costruito a sud del grande motu, ed è completato da altri due villaggi: Tuheiava, importante centro di pesca lagunare con i suoi numerosi depositi di pesci che riforniscono i mercati di Tahiti, e Maiai sull’altro grande motu di nord-est tradizionalmente coltivato a copra.
La bellezza e l’abbondanza della sua fauna spiegano la pratica dell’immersione subacquea, in particolare nel canale di Tuheiava, dove i balletti delle razze manta si alternano con le sfilate di banchi di barracuda e tonni, senza dimenticare la presenza degli squali grigi o di quelli dalla punta bianca.
Questo atollo, uno dei più belli della Polinesia, dà riparo altresì a numerose colonie di uccelli rifugiati nei suoi piccoli motu, da cui deriva la meritata fama di isola degli uccelli conosciuta per i suoi sula dalle zampe rosse ed i suoi noddis scuri.