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Ungheria: Le terre al di qua del Danubio

Il “bel Danubio blu”, divide in due, oltre che la capitale Budapest, anche il Paese: di là l’Ungheria Settentrionale, caratterizzata dalla presenza delle catene montuose più alte del Paese e la Grande Pianura; di qua il Transdanubio ed il grande Lago Balaton.
Proprio a nord di quello che gli ungheresi considerano il “mare di casa”, dove un tempo i romani avevano fondato la provincia romana della Pannonia, si estende la regione turistica del Transdanubio Settentrionale, il cui paesaggio è caratterizzato dalla presenza di dolci colline, boschi ricchi di selvaggina, corsi d’acqua e laghi, castelli che emergono dalle rocce, piccole chiese e cittadine dall’atmosfera barocca.
Inutile dire che questa Regione del Transdanubio è tutta da scoprire perché ovunque, in ogni località, in una cornice naturale di grande pregio, si trovano cittadine e borghi ricchi di fascino che custodiscono memorie prestigiose di storia e di civiltà e bellezze paesaggistiche. Per il visitatore mordi e fuggi qualche segnalazione è utile. Gyor è forse il centro più antico ed importante della regione, conosciuto già al tempo dei Romani con il nome di Arrabona. Nota come la “città dei fiumi”, perché attraversata da 3 fiumi, famosa per il suo centro storico romantico e i palazzi barocchi, è frequentata anche per i suoi istituti scolastici.
Koszeg è forse l’unica città al mondo dove alle ore 11 suonano le campane, per commemorare la vittoria dell’agosto del 1532 contro i turchi, quando i difensori resistettero per 25 giorni agli attacchi delle truppe del Sultano. Piazza Jurisics è uno dei centri più belli del Paese, circondato da magnifici monumenti.
Székesfehérvár, antica città ungherese poco distante dal Balaton, fu il primo luogo di residenza dei re ungheresi. Per cinque secoli vi ebbe sede la chiesa principale del Paese, nella quale furono incoronati 37 re e 39 regine e dove sono sepolti 15 regnanti.
Qui erano custoditi la Sacra Corona e l’Archivio statale e si tenevano le Assemblee del Parlamento.
Orség, oggi zona di villeggiatura in collina, ha giocato un ruolo difensivo sul confine occidentale del Paese. I 18 villaggi, con vecchie case d’epoca e campanili, conservano l’antica struttura, in particolare il villaggio Szalafo, nel cui museo etnografico all’aperto, in località Pityerszer, si ritrovano i ricordi tipici dell’architettura popolare. La zona protetta di Orség è la più estesa del Paese, sul suo territorio ci sono 200 sorgenti, 15 ruscelli con acqua pulitissima, 500 specie di farfalle giganti e una specie di erba che non si vede altrove.
Ed ancora: a Tata, detta la “città delle acque” per la ricchezza di sorgenti e laghi, si fa ammirare il Castello gotico-rinascimentale che sorge sulle rive del Lago Vecchio. A Veszprém, tra le più antiche città del Paese, è da vedere la fortezza edificata dal re Santo Stefano nell’XI secolo, che costituisce un quartiere di monumenti storici al quale si accede attraverso la “Porta degli Eroi”. Per gli amanti dello shopping è d’obbligo una sosta a Herend, famosa per la produzione delle porcellane, che nel secolo scorso decoravano anche le case dei regnanti d’Inghilterra e di Vienna. Da non mancare, certamente, una visita a Pannonhalma.
Qui, sul Monte di S. Martino, si eleva l’Arciabbazia benedettina, la più antica e più bella dell’Ungheria, riconosciuta dall’Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”. In occasione del millesimo anniversario della fondazione, fu visitata da Papa Giovanni Paolo II.
Altra Abbazia benedettina che merita attenzione è quella di Ják. Costruita negli anni 1214-1256, è considerata la più bella e grande chiesa romanica d’Ungheria. Lungo la frontiera con l’Austria, protetta quasi dalla collina Lövérek coperta di abetaie e vigneti, merita una sosta la città di Sopron che custodisce il più ricco insieme di monumenti storici di tutta l’Ungheria. Può essere considerato un museo a cielo aperto dove tutto è da ammirare e visitare: torri e case, chiese e sinagoghe, musei e gallerie, la cava, il teatro, il belvedere, il lago. Infine Fertod dove sorge la “Versailles d’Ungheria”, Palazzo Eszterházy, il più grande e più bello edificio barocco del Paese, con ben 126 sale. Il Museo del Castello presenta una serie di mobili intarsiati, arazzi e oggetti decorati di porcellana cinese, provenienti dalle residenze aristocratiche del XVII secolo. Al musicista Joseph Haydin, che vi soggiornò in qualità di compositore di corte, è dedicata una “stanza commemorativa”. Nel centro del Transdanubio, si estende il Lago Balaton, lungo ben 77 km, copre una superficie di 600 kmq. La temperatura dell’acqua, d’estate, è tra i 20-26 gradi. Oltre ad essere uno dei beni naturali più preziosi del Paese, è anche la più frequentata zona di villeggiatura. La riva meridionale è luogo di villeggiatura per famiglie con bambini, in quanto l’acqua è bassa; sulla sponda settentrionale ci sono delle belle spiagge balneabili. La sponda è sovrastata dalla mole del Monte Badacsony (m.437), un vulcano spento lungo i cui crinali di lava pietrificata crescono i vigneti. Qui si gusta lo squisito vino dei monaci ”Pàlos”, un ordine ungherese che si ispira a S. Paolo l’eremita.
Tra le colline, nella scenografia creata da incantevoli scorci panoramici sorgono suggestivi piccoli villaggi con ruderi di manieri medioevali, chiese e pievi di ogni epoca: gotiche, barocche. Simbolo del Lago e maggiore attrattiva è la settecentesca Chiesa barocca a due campanili della penisola di Tihany. Il promontorio, di origine vulcanica, è ricco di rarità botaniche e zoologiche e custodisce la Cripta dell’Abbazia benedettina fondata nel 1055.
Più a nord, si trova la stazione balneare di Balatonfüred, il primo luogo di cura e di relax del Paese, dove sorgono belle ville residenziali. Sulla stessa riva settentrionale, l’agglomerato più grande e antico del lago è Keszthely, importante centro commerciale già ai tempi dei romani che avevano costruito un castrum nella vicina Fenékpuszta. In questa cittadina merita certamente una visita il Castello Festetics, il terzo per grandezza d’Ungheria, con 101 sale. Chi ama la vita culturale e mondana, può soggiornare a Siófok, il più grande agglomerato sulla riva meridionale del Balaton. Qui si svolge una vita culturale molto vivace con un calendario estivo ricco di appuntamenti. Dal porto di Siófok partono i vaporetti che collegano gli altri centri rivieraschi del lago. Sulla stessa riva, a sud di Siófok, meritano una visita i centri di Zamárdi, Balatonföldvár e Balatonszárszó. A 6 km dalla riva settentrionale del Balaton si trova il lago di Héviz, il più grande bacino d’acqua termale d’Europa, secondo al mondo per estensione.
A sud del Balaton si estende la regione turistica del Transdanubio meridionale, limitata dai fiumi Danubio e Dráva, caratterizzata da un paesaggio suggestivo e vario, ricco com’è di foreste estese, ampie pianure, colline con dolci declivi e vallette nascoste. È certamente consigliabile una visita a Pécs dove si trovano camere sepolcrali dell’epoca romana, templi turchi con cupola e minareti, ceramiche Zsolnay di finissima lavorazione e grandiosi dipinti di Csontváry. Situata ai piedi dei Monti di Mecsek, la città, antica di 2000 anni, gode di clima e atmosfera mediterranei, tanto che in primavera si ricopre di mandorli in fiore. Da vedere anche la cittadina di Mohács, nella parte più meridionale del Paese, dove, all’inizio di febbraio, in occasione del carnevale si svolge una sagra popolare con sfilata di maschere dei “busó”. É una rievocazione in ricordo della “rotta di Mohács” del 1526 che segnò l’inizio della dominazione turca dopo la sconfitta dei soldati magiari. Ricordano il tragico evento i monumenti commemorativi eretti sul luogo della battaglia, la Chiesa del campo di battaglia di Mohács. Per rinfrancarsi dopo le fatiche del tour, è consigliabile una visita al Bagno Termale di Zalakaros, nella zona dei laghi, vicino al Balaton, dove le vasche e le piscine sono alimentate con acque termali che alle sorgenti scaturiscono a 96 gradi centigradi. Il Bagno è immerso in un bel parco con alberghi, case di villeggiatura e campeggi.