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Ungheria: Info e Storia

Repubblica dell’Europa centrale; confina a nord con la Repubblica Slovacca, a est con l’Ucraina e la Romania, a sud con Slovenia, la Croazia e la Federazione iugoslava, a ovest con l’Austria.
Il territorio è prevalentemente costituito da un’area depressionaria: la pianura pannonica. A nord di quest’ultima si estende la zona più elevata del paese, il Felfold, le cui alture costituiscono le propaggini meridionali dei Carpazi: esse comprendono i monti Matra (1.015 m), i monti Bukk e le alture di Hegyalia.
La zona transdanubiana, che si estende tra il Danubio, la Drava e le propaggini orientali delle Alpi, è una vasta pianura, comprendente il Piccolo Alfold a ovest e il Dunantùl a sud, separati tra loro dalle alture della Selva Baconia e dei monti Vértes; isolate nel settore meridionale del Dumantùl, sorgono invece le colline del Mecsek (682 m).
Il territorio è attraversato, da nord a sud, dai grandi fiumi Danubio e Tibisco. Il primo, soggetto a magre e con portate massime solo nei mesi estivi, è comunque navigabile per quasi tutto l’anno e costituisce una fondamentale arteria del paese; il suo principale affluente, la Drava, interessa solo marginalmente il territorio ungherese, delineandone per un breve tratto il confine meridionale; il Tibisco attraversa l’Ungheria per circa 600 km, con un corso grossolanamente parallelo, almeno nella zona centrale, a quello danubiano; presenta variazioni rilevanti della sua portata e, durante i periodi di piena, solo un sistema ben articolato di dighe e canali evita il pericolo di gravi inondazioni. Un elemento fondamentale dell’idrografia ungherese è il lago Balaton, il più vasto dell’Europa centrale, ricco di numerose località turistiche e termali.
Il clima è assolutamente continentale, con escursioni termiche giornaliere e annue molto accentuate e precipitazioni complessivamente scarse e più abbondanti nel periodo estivo.
I più importanti centri sono Budapest, la capitale, grande metropoli in cui sono accentrate tutte le attività politiche, economiche, culturali e artistiche del paese, Pécs, ricca di storia e cultura, Gyoor, grande centro industriale, Miskolc, Bukk, centro commerciale, Szeged e Debrecen, mercato agricolo.
Pur essendo un paese prevalentemente industriale (soprattutto dopo il 1950 ha avuto inizio un’intensa opera di industrializzazione), l’Ungheria trova ancora nell’agricoltura una delle principali risorse; può infatti contare su condizioni ambientali favorevoli e su una sviluppata meccanizzazione, che ha migliorato le produzioni. Prevalgono le colture cerealicole (soprattutto mais e frumento); sono coltivati in notevoli quantità patate, vari ortaggi, frutta; notevole è la viticoltura, nelle zone collinari settentrionali e occidentali, che fornisce vini di grande qualità (tokai).
Tra le colture industriali la principale è quella della barbabietola da zucchero, seguita da tabacco, piante tessili (canapa e lino), oleaginose (girasole, colza, soia).
Notevolissimo è il patrimonio zootecnico (bovini, suini, pollame) che rappresenta una voce fondamentale nelle esportazioni.
Assai efficiente è il settore industriale, che opera in quasi tutti i rami.
L’industria meccanica fornisce soprattutto macchine agricole, veicoli commerciali, motori, materiale elettrico, apparecchi elettronici; il settore chimico, notevolmente potenziato, fornisce fertilizzanti, prodotti farmaceutici, materie plastiche. In progresso è anche il settore petrolchimico; varie raffinerie lavorano sia il prodotto nazionale, estratto nei giacimenti della regione sudoccidentale, sia quello dell’ex Unione Sovietica. Importanti sono i settori metallurgico e siderurgico con buone produzioni di alluminio, acciaio, ghisa.
Rilevante è l’industria alimentare, con zuccherifici, birrifici, oleifici, conservifici; numerose le manifatture di tabacchi.


STORIA dell’ UNGHERIA
Provenienti originariamente dalle parti del fiume Ob, nella Siberia nord-occidentale, dopo aver attraversato gli Urali, gli antichi magiari giunsero nel bacino dei Carpazi nell’895-896 d.C. (epoca della Conquista della patria) separandosi da altri popoli, ostiachi e voguli, appartenenti allo stesso gruppo ugrico. Fu l’approdo di un lungo viaggio verso sud-ovest compiuto in diverse ondate, durante le quali gli ungheresi hanno “assorbito” dai popoli delle steppe asiatiche ed eurasiatiche i tratti turchi, iranici e slavi che hanno concorso a determinare il loro carattere etnico e antropologico. Erroneamente furono confusi con gli unni di Attila, il “flagello di Dio”, nelle cronache medievali e nell’immaginario collettivo che ha perpetuato l’errore fino ai nostri giorni, accentuando la loro fama di “feroci guerrieri”. In realtà gli unni precedettero gli ungari (o magiari) occupando il sud della Grande Pianura nel 380 d.C. Assai più rilevante fu la precedente dominazione dei romani, durata dal 35 a.C. alla fine del IV secolo d.C., i quali crearono due province, Pannonia e Dacia, in cui era fama vivessero i soldati più fedeli alla patria. Ad Aquincum, nei pressi di Budapest, si conservano i resti archeologici più importanti del periodo.
Fu Stefano I (974-1038), re d’Ungheria, fondatore dello Stato magiaro cristiano, (poi canonizzato dalla Chiesa assieme a Emerico (il figlio), Ladislao, Elisabetta e ad altri santi ungheresi), il primo a dare unità al paese scegliendo di convertirsi al cristianesimo. Ricevette l’investitura da papa Silvestro II nel Natale dell’anno 1000. La Sacra Corona, simbolo dell’unità del popolo sotto il segno della croce, è stata riportata in patria da New York non molto tempo fa e collocata per il pubblico nel palazzo del Parlamento ungherese.

L’Ungheria ha attraversato periodi bui, come l’invasione dei mongoli del 1241, di cui è rimasto poco o nulla, ma anche stagioni luminosissime. Una per tutte l’Umanesimo, in cui emerse la figura di Mátyás Hunyadi (1443-1490), passato alla storia come Mattia Corvino per il corvo che campeggia sul blasone famigliare. Fu uno dei re più ricchi d’Europa, un mecenate sensibile all’arte e alla bellezza. Portò a Buda i maggiori artisti europei e sposò in seconde nozze Beatrice d’Aragona, figlia del re di Napoli, incoronata regina d’Ungheria nel 1476. Famosa al pari di quella Vaticana fu la Biblioteca corviniana, con un numero poco minore di codici, alcuni dei quali ancora conservati.

Chiusa, con la morte di Mattia Corvino, la stagione aurea dell’Umanesimo ungherese, si fece avanti minaccioso l’esercito della mezzaluna. Tra le numerose dominazioni quella turca fu la più devastante. Durò un secolo un mezzo, dalla presa di Buda del 1541 alla pace di Karloca (Carlowiz) del 1699, e allorché il paese ritornò nelle mani cattoliche degli Asburgo, molto sangue era rimasto sui campi di battaglia. L’epopea della lotta contro il turco conobbe scontri memorabili vinti grazie ad eroiche resistenze di pochi contro molti. La fama dell’Ungheria come baluardo della civiltà occidentale nacque a quei tempi, precisamente a Nándorfehérvár (Belgrado), nel 1456, quando János Hunyadi, padre di Mattia Corvino, e Giovanni da Capestrano riuscirono con una manciata di mercenari e crociati a sconfiggere l’assedio del sultano Maometto II. L’avanzata turca in Europa, almeno per un po’, fu così respinta, l’Occidente poté respirare e papa Callisto III, in segno di riconoscenza, ordinò che le campane di tutto il mondo cristiano suonassero a mezzodì. Un’usanza protrattasi fino ai nostri giorni. Ma i turchi, non domi, si presero una decisiva rivincita nella piana di Mohacs, oggi parco-museo: nel 1526 l’armata di Solimano il Magnifico distrusse l’esercito ungherese al comando di re Luigi II, in vana attesa di rinforzi, e pochi anni dopo Buda fu assediata e data alle fiamme. Molti capolavori del Rinascimento magiaro andarono così perduti.

L’Ungheria ha dimostrato, nell’arco della sua storia, di saper lottare e superare molte avversità. Come nel 1848, quando Pest si sollevò e tra coloro che presero le armi vi fu anche il giovane poeta Sandor Petofi, il più celebrato in Ungheria. La dichiarazione d’indipendenza del 1849 provocò la violenta repressione dei russi dello zar Nicola I e un’altra rivolta finì, così, soffocata nel sangue.

Nel 1867, anno del Compromesso e dell’incoronazione di Francesco Giuseppe re d’Ungheria, fu sancita la nascita dello Stato austro-ungarico, una duplice monarchia con due parlamenti e due capitali mal sopportata dagli ungheresi, nonostante la crescita economica e lo sviluppo che si ebbero nel periodo. Tuttavia la regina Sissi, moglie di Francesco Giuseppe, rimase una loro fervente ammiratrice e andò a lezione di lingua, una lingua rara, ma non “impossibile” da imparare come vuole la fama che tuttora la circonda. Il suo ceppo di appartenenza non è latino o anglosassone, bensì ugrofinnico, della famiglia uralica, che nel vecchio continente la accomuna solo al finlandese, all’estone, al lappone, al sirieno e all’udmurt.

Dopo oltre un millennio di alterne vicende, l’odierna Ungheria, uscita fortemente ridimensionata dal Trattato di Trianon del 1920, si presenta con una superficie grande meno di un terzo di quella italiana. Nei suoi confini vivono poco più di dieci milioni di ungheresi alquanto gelosi delle proprie origini e tradizioni, due milioni dei quali si concentrano nella capitale, Budapest. Cinque milioni, invece, risiedono stabilmente all’estero.
L’Ungheria si ritrovò nel marzo 1944 invasa dall’esercito tedesco di cui era stata alleata. Cominciarono le deportazioni degli ebrei alle quali cercò di opporsi eroicamente, a Budapest, un timido ma coraggioso imprenditore veneto che si spacciava per console spagnolo: Giorgio Perlasca.
La forza degli ungheresi è di essere stati in grado tutte le volte di riemergere dalle crisi della storia con forza e determinazione. La stessa che animò gli insorti del ’56 a Budapest i quali, guidati da Imre Nagy, scrissero una delle pagine più conosciute e controverse della storia recente dell’Ungheria. Dopo il ritorno dei carri armati russi e la repressione, ebbe inizio l’era del cosiddetto “kadarismo” (dal nome del primo ministro Janos Kadar), un comunismo riformista considerato più “morbido” e aperto all’Occidente.
Il 23 ottobre 1989, anno del crollo del muro di Berlino, fu proclamata la terza Repubblica Ungherese (Magyar Koztarsasag) e nella primavera del 1990 si svolsero le prime elezioni libere e multipartitiche.


UNGHERIA IN CIFRE
Territorio: 93.030 km2
Popolazione: 9.983.645 abitanti (al 2012)
Densità: 107 abitanti/ km2
Capitale: Budapest
territorio: 525 km2
popolazione: 1.735.711 abitanti (al 2013)
densità: 3.305 abitanti / km2
Ora: GMT + 1 ora
Ora legale: dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di settembre + 1 ora
Lingua ufficiale: ungherese
Forma dello Stato: repubblica
Amministrazione pubblica: 19 province e Budapest

POSIZIONE GEOGRAFICA
L’Ungheria è situata nell’Europa Centrale, nel bacino dei Carpazi. La sua massima estensione in direzione Nord-Sud è di 268 km, in direzione Est-Ovest 528 km.

REGIONI NATURALI
Il 50% del territorio dell’Ungheria è pianura:
la GRANDE PIANURA (Alfold) occupa l’intera parte orientale del Paese, mentre vicino ai confini nord-occidentali si trova la PICCOLA PIANURA (Kisalfold).
I due fiumi più importanti sono il Danubio (il tratto ungherese è di 417 km) e il Tibisco (598 km) che attraversano il Paese da Nord a Sud. La REGIONE CENTRALE tra i due fiumi è anch’essa pianeggiante, mentre la regione a Ovest del Danubio, il TRANSDANUBIO (Dunantul), è in parte collinare e in parte montuosa, e al suo centro si trova il lago più caldo dell’Europa Centrale, il BALATON.
La regione dei monti attraversa l’Ungheria trasversalmente: a Ovest del Danubio si trova il MASSICCIO CENTRALE DEL TRANSDANUBIO (Dunantuli Kozephegyseg) con rilievi tra i 400 e i 700 metri (i monti di Keszthelyi-hegyseg, Bakony, Vertes, Gerecse, Pilis, i monti di Visegradi-hegyseg), a Est del Danubio il MASSICCIO CENTRALE DEL NORD con rilievi tra i 500 e i 1000 metri (Borzsony, Cserhat, Matra, Bukk, Cserehat, i monti di Zempleni-hegyseg).
La cima più alta del Paese si trova nei monti di Matra: è il Kekes, 1014 m. Una delle mete turistiche preferite è la “puszta ungherese” nel Parco Nazionale di Hortobagy (BUGAC, APAJPUSZTA, LAJOSMIZSE) con animali tipici e caratteristiche tradizioni etnografiche, visitabile anche in occasione di manifestazioni ippiche.


Info: http://destinazione-ungheria.it/