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Cipro da Gustare

Nell’era del “fusion” , Cipro incarna in sé una storica quanto straordinaria versatilità culinaria. Una eredità fatta di tradizioni genuine e usanze millenarie che sopravvivono nei villaggi a pochi chilometri dalle grandi spiagge.

Invitante e profumata, la tavola cipriota è un naturale cocktail di sapori ed ingredienti di varie provenienze, eredità dei tanti popoli che l’hanno abitata nei secoli. Contrariamente però a quanto si pensi, nonostante sia un’isola che può vantare una certa abbondanza di pesce, Cipro in cucina dà il meglio di sé nei piatti di terra e che sanno esprimere con vigore le sua genuina ruralità.

La cucina cipriota è ricca e ricorda visibilmente quella greca, pur presentando spiccate connotazioni orientali. Difficile scegliere. Per chi è alla sua prima esperienza sull’isola e vuole assaggiare di tutto un po’, l’ ideale è ordinare un tradizionale “Mezè”, abbreviazione del “mezedhes”, ovvero “piccole delicatezze”, che vede sfilare sulle tavole di ristoranti e trattorie una trentina di diverse portate condite con ottimo olio d’oliva, aromi e salsine allo yogurt o al sesamo. Può essere di carne o di pesce, quest’ultimo sempre più presente sulle tavole cipriote, con portate di branzini, calamari, piovra e triglie. Oggi come nell’antichità, una autentica prelibatezza è il kleftiko, carne di agnello o capretto cotta lentamente al forno, o in una buca, coperta con foglie o sigillata con un impasto di farina ed acqua. Diffusi anche la carne di maiale, affumicata e stufata a lungo in appetitosi intingoli, gli involtini di carne tritata e riso racchiusi in foglie di vite, i gustosi timballi di ortaggi e le famose patate ( uno dei prodotti agricoli principali), e i formaggi rustici tra cui brilla l’Halloumi, di pasta filata di pecora, da gustare grigliato sulla legna. Ben rappresentati i salumi, a cominciare dalla “lountza”, variante locale dello speck, e del “loukaniko”, salsiccia affumicata al coriandolo e marinata nel vino. E poi ancora zuppe agresti dalle meditate preparazioni come la “resi” di grano o l’ “avgolemoni”( a base di riso, succo di limone e rosso d’uovo), sformati e una sfilza di dolci d’ispirazione orientale, profumati di miele e arricchiti con vari tipi di frutta candita, mandorle e pistacchi. Curioso lo “soutzoukos”, collana di mandorle rivestite da golose colate di mostro d’uva.
Una giusta sottolineatura dei piatti ciprioti viene dai vini, una dozzina fra bianchi rossi e rosée ora sempre più apprezzati e richiesti anche all’estero. Davvero unica è la Commandaria, D.O.C. di uve passite cresciute al sole dei Troodos, dolce e fruttato che ha conservato il nome attribuitogli dai Crociati e che da molti è considerato il vino più antico del mondo. Servito come aperitivo o dopo il dessert, ebbe sempre estimatori illustri. Tra questi i faraoni egiziani , Marco Antonio, che – si dice – corteggiasse Cleopatra offrendole coppe del liquoroso nettare e Riccardo Cuor di Leone, che conquistò l’isola nel 1191. Per finire, una corposa “zivania”, grappa bianca e rossa prodotta artigianalmente anche in alcuni monasteri.

Cipro è infatti una pioniera nella produzione vinicola del Mediterraneo e dai suoi vitigni pare discendano Madeira, Marsala, Tocai ungherese ed altre varietà ora di grande prestigio internazionale.

Uva e vino sono poi pretesto di fastose feste che, a fine agosto e settembre, sono cornice di vendemmie nei villaggi dell’interno, vetrina di piccole a grandi cantine per l’occasione aperte al pubblico.

Oltre a soddisfare il palato, la cucina cipriota è una chiave d’accesso per avvicinare quel mondo contadino che, nonostante le apparenze, sull’isola è più che vitale. Fonte d’ispirazione di quel turismo rurale che, dal 1991, ha aperto un capitolo nuovo del turismo isolano, e costituisce una delle priorità del Governo e dall’Ente del turismo cipriota..

Piccole locande, fattorie a gestione familiare, case dalle architetture tradizionali inserite tra le abitazioni di villaggi dove la vita segue il ritmo di sempre e l’ospitalità preserva i valori di un’ ospitalità vecchia maniera ….. In tutto, una cinquantina di realtà nei piccoli centri dei distretti di Pafos, Limassol, Larnaka e Nicosia. Un settore che va consolidandosi ed entro si arricchirà di altre piccole unità, a Pavlou (distretto di Larnaka) e Drouseia (nella zona di Pafos)

Varie le formule di soggiorno, dal B&B alla mezza pensione, al solo affitto delle unità abitative per godere appieno della libertà, con possibilità di prenotare Fly & Drive, escursioni in bici e a cavallo, corsi di cucina, visite in aziende agricole durante la raccolta delle olive o delle arance.