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Panama

Repubblica dell’America centrale; confina a ovest con la Costa Rica, a est con la Colombia, si affaccia a nord col mar delle Antille e a sud con l’oceano Pacifico.
Il territorio panamense è prevalentemente montuoso, occupato da una serie di catene, di origine vulcanica, che si sviluppano prevalentemente in direzione da ovest a est, e particolarmente impervie nella parte occidentale, dove si trova la cima più alta, il Chiriquì o Baru (3.478 m).
Alla Cordigliera de Veraguas si succede la Serranìa del Tabasara, con alcune cime oltre i 2.500 m, e insieme costituiscono la cosiddetta Cordigliera Centrale, digradante dolcemente a terrazze verso sud in una pianura costiera piuttosto ampia, più bruscamente invece verso la costa caraibica, più compatta e meno articolata di quella del Pacifico.
Oltre la penisola di Azuero la Cordillera Central continua ad abbassarsi gradatamente fino alla depressione dove è stato costruito il Canale.
La sezione orientale del paese è molto meno elevata ed è percorsa dalla Cordigliera de San Blas e dalla Serranìa del Darièn, che di media non superano i 1.000 m, tranne nel Cerro Tacarcuna, verso il confine colombiano, con i suoi 1.875 m.
Il territorio panamense è molto ricco di fiumi con acque abbondanti e regime regolare, ma dal corso breve, specie i tributari del mar delle Antille. Tra i tributari del Pacifico si trovano i fiumi più lunghi; il Tuira traccia un percorso di 182 km prima di gettarsi nel golfo di San Miguel.
Il clima è di tipo equatoriale, caldo umido e molto piovoso, leggermente temperato dall’altitudine.
La capitale Panamá, che sorge sullo sbocco del canale al Pacifico, è un vivacissimo centro commerciale e industriale.
Altre città sono San Miguelito, Colón, attivo porto sul Pacifico e zona franca, e David.
Panamá deve il suo discreto benessere economico alla presenza del Canale omonimo, che collega l’Atlantico al Pacifico attraverso un sistema di chiuse. I proventi derivanti dalla gestione del canale (in affitto agli USA fino al 1999) garantiscono al paese un notevole apporto di risorse finanziarie. A questi si aggiungono i proventi della flotta mercantile e il forte sviluppo di un sistema bancario e terziario in genere che, garantendo una totale assenza di controlli sui movimenti di capitale, attrae operatori internazionali.
Panamá ripropone la tipica dualità tra colture di sostentamento a bassissima produttività, praticata con tecniche arretrate su microfondi, e colture commerciali, effettuate su latifondi modernamente attrezzati, generalmente di proprietà di grandi multinazionali.
I principali prodotti di consumo locale sono i cereali, specie il riso e il mais, la manioca, le patate, i pomodori e altri ortaggi. Tra le colture di piantagione primeggiano invece le banane, seguite da cacao, canna da zucchero, tabacco, caffè, palma da cocco e agrumi.
Le foreste sono ricche di essenze da ebanisteria e di legno pregiato, ma sono tuttora sfruttate in parte minima.
In netto sviluppo il settore zootecnico, in particolare quello bovino. Rilevante è l’attività peschereccia, che può contare su una discreta flotta.
Benché siano scarsamente sfruttate, non mancano le risorse minerarie, rappresentata da giacimenti di zolfo, bauxite, carbone, rame.
L’industria è tuttora costituita essenzialmente da impianti per la trasformazione di prodotti agricoli locali (zuccherifici, birrifici, oleifici, manifatture di tabacco, conservifici di carne e pesce) cui si aggiungono alcuni cementifici e piccoli stabilimenti tessili.
Nella zona franca di Colon operano varie industrie di lavorazione delle merci in transito nonché un’importante raffineria di petrolio.
Rimane vivo l’artigianato tradizionale, particolarmente noto per la produzione di ceramiche, cappelli, e amache.
In fase di potenziamento è lo sfruttamento delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica.

STORIA
Colonizzato dalla Spagna a partire dal 1510, il Panamá diventa la base di partenza per la colonizzazione del Perú. Nel 1519 Pedrarias Dávila fonda la città di Panamá. Nel 1739 la città e la sua regione vengono unite al vicereame di Nuova Grenada. Nel 1819 il paese resta legato a Bogotà dopo l’indipendenza della Grande Colombia. Nel 1855 la corsa all’oro in California comporta la costruzione della ferrovia Colon Panamá. Dal 1881 al 1889 Ferdinand de Lesseps porta avanti la costruzione di un canale interoceanico; per mancanza di fondi i lavori vengono sospesi.
Nel 1903 il Panamá proclama la propria indipendenza e viene instaurata la repubblica a seguito di una rivolta incoraggiata dagli Stati Uniti. Desiderando riprendere il progetto del canale, questi si fanno concedere una zona larga 10 miglia che va da un oceano all’altro. Nel 1914 il canale è realizzato. La tutela americana provoca lo sviluppo del nazionalismo e lo scoppio di moti (1959, 1964, 1986) che scuotono il paese.
Dal 1968 al 1981 il generale Omar Torrijos domina la vita politica del paese. Nel 1977 egli ottiene da J. Carter la firma di un trattato che prevede la restituzione definitiva a Panamá della zona del canale nel 1999. Nel 1984 N. Ardito Barletta viene eletto presidente della repubblica. L’anno successivo, dopo le sue dimissioni, gli succede Eric Delvalle. Nel 1987-1988 si assiste a manifestazioni contro il generale Noriega, l’uomo forte del regime. E. Delvalle viene destituito. Noriega pone alla guida dello stato propri uomini. Un intervento militare americano (1989) depone Noriega in dicembre; Guillermo Endara, che era stato eletto in maggio, assume la funzione di presidente della repubblica. Nel 1994 viene eletto alla presidenza della repubblica Ernesto Perez Balladares.

SCHEDA
Abitanti      3.000.463 ab. (2004)
Superficie   77.082  km2
Densità      37 ab./km2
Capitale     Panamá (584.803 ab.-1990)
Governo     Repubblica presidenziale
Moneta      Balboa
Lingua       Spagnolo, lingue amerindie
Religione    Cattolica

Info: www.visitpanama.com (inglese – Spagnolo)