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IDAHO: Le riserve indiane

Si contano tre Riserve di Nativi Americani nello Stato dell’Idaho.
Bisogna ricordare che contrariamente ad altre tribù native che sono state dislocate in riserve su territori non riginali delle tribù, quelle dell’Idaho invece sono tutte nella propria terra d’origine.
Queste le tribù:
The Coeur d’Alene, i Kootenai, i Nez Perce, la Notrhwestern Band Shoshoni Nation, Shoshoni Bannock e Shoshone-Paiutea.

La tribù dei Coeur d’Alene conta circa 1.750 Nativi in un’area di 138.000 ettari in un territorio di montagne, laghi, boschi e fattorie dedite all’agricoltura, che si estende nel limite occidentale delle Montagne Rocciose, e nell’abbondante Palouse country, a nord ovest dell’Idaho. La sua sede centrale è Plummer, include Coeur d’Alene e St.Joe Rivers ed il Lago Couer d’Alene, considerato uno tra i più belli nel mondo. Tra le cittadine nel territorio si contano: Desmet, Plummer, Tensed, Worley.
Attraverso i secoli i Nativi Coeur d’Alene si sostentavano grazie alla natura: la pesca di trote e salmoni nei laghi e nei fiumi, la caccia nelle foreste abitate da cervi, alci, i frutti dei boschi e dei prati di montagna, gli huckleberry – mirtilli neri – e le radici, nonchè le patate. Il Capo Indiano
Henry SiJohn, l’anziano saggio della tribù ha affermato: “Siamo responsabili per sempre di questa natura che ci ha sostenuto e nutrito, non solo per noi Nativi Coeur d’Alene, ma per tutti. La terra è la nostra madre, e ci ha ben nutrito.”
Il nome Coeur d’Alene fu dato alla tribù da un trapper Francese alla fine del 18simo secolo. In francese significa “cuore di punteruolo”, con riferimento alla bravura della tecnica commerciale dimostrata dai membri della tribù nel fare trattative con i visitatori.
Nella lingua antica tribale la tribù si chiamava
SCHITSU’UMUSH, che significa La Gente Trovata oppure Coloro Che Si Trovano Qui.
La Riserva impiega circa un migliaio di membri in 16 imprese governative ed in aziende tribali. Tra le imprese tribali si conta l’importante The Coeur d’Alene Casino-Hotel a nord di Worley, che impiega circa 500 nativi e genera circa 20$ di profitti ogni anno. L’albergo offre 200 camere, una piscina al coperto, quattro jacuzzi suites ed altre camere di lusso. Dispone di un centro conferenze per riunioni e banchetti che può ospitare circa 1000 persone. Il rsitorante è stato premiato con svariati riconoscimenti. Inoltre i Nativi gestiscono anche un campo da golf. Quet’impegno nell’industria del turismo è tra i più importanti per la tribù.
Una fafforia della tribù occupa circa 2.400 acri e produce lenticche, piselli, frumento, orzo.
“L’ombroso
St.Joe” è un percorso d’acqua ricco di trote, che scorre sulla linea Idaho-Montana, verso sud e sfocia nel Lago Coeur d’Alene. Il basso St.Joe è il fiume navigabile più alto al mondo, ed è anche un percorso fluviale per la barche che trasportano i grandi tronchi d’albero lungo lo Spokane River e più lontano verso nord.
Il
Coeur d’Alene River è putroppo carico di detriti minerari, frutto dell’estrazione d’ argento e zinco della Silver Valley dello stato. La tribù di Coeur d’Alene non a caso ha mosso azioni legali contro l’industria mineraria, pur di salvaguardare le acque del Fiume e del Lago omonimo.
La tribù ha la propria scuola ed insegna anche la lingua nativa originale per mantenere le tradizioni e la cultura.
Il
Julyamsh Powwow di Post Falls si svolge a Luglio.
La
Fort Hall Indian Reservation riunisce sia i Nativi Shoshone sia i Bannock, nella zona a sud est dello Stato dell’Idaho lungo la Interstate 1-15 ed 1-86: circa 218.000 ettari di terra. Queste tribù cominciarono ad usare il cavallo tra le fine del ‘600 e gli inizi del ‘700 attraverso le praterie fino al Columbia River. Quest’importante acquisizione da parte delle due tribù, consentì di estendere la zona di caccia molto più a nord, fono all’attuale Canada, la regione dello Saskatchewan. Il cavallo contribuì al cambio d’usanze, ma al contempo donò molta più libertà e spazio.
Nel corso della ripartizione di terre tribali e costituzione delle riserve la tribù
Lemhi, originariamente basata nella Lemhi Valley lungo il percorso del Salmon River dell’Idaho, fu obbligata ad unirsi alla maggioranza Shoshone-Bannock a Fort Hall. Nel 1905-1907 i Lemhi cominciarono ciò che molti conoscono come “Lemhi Trail of Tears”, ovvero lo spostamento forzato della terra ancestrale a Fort Hall Indian Reservation. Ciò da sempre ha creato dilemmi, soprattutto in coincidenza con il Bicentenerio della scoperta del Passaggio a Nord-Ovest da parte dei due esploratori Lewis e Clark, poiché fu proprio la tribù dei Lemhi a contribuire in maggior parte alla riuscita della spedizione. I Lemhi, non a caso, sono anche definiti Sacajawea people. Sacajawea era una donna Lemhi-Shoshone che guidò i due esploratori attraverso le praterie e le montagne del Nord-Ovest, fino all’Oceano Pacifico. Lemhi e Shoshone risiedevano lungo il Salmon River.
Durante l’inverno i Bannock campeggiavano lungo le sponde dello
Snake River, sopra Idaho Falls. Gli Shoshone si sa che storicamente non si univano all’accampamento dei Bannock.Durante la primavera le due tribù si dividevano in piccoli gruppi per le battute di caccia, mentre sul finire della primavera e d’estate l’attività principale era quella della pesca al salmone. Da metà estate fino all’autunno, si tornava a cacciare il bisonte ed altra selvaggina. Questa stagione era anche importante per la raccolta di vegetali. Nel diario di Lewis e Clark – infatti -, i due esploratori incontrano ad Agosto del 1805, un po’ a nord di Lemhi, alcuni naviti che offrono cibo, antilope bollita ed un pezzo di salmone fresco arrostito. La caccia grossa era importante, effettuata a cavallo, ma sia Shoshone sia Bannock utilizzavano anche piccoli animali, castori, cervi, antilopi ed ermellini: le pelli risultavano importanti per la decorazione dei vestiti. Le corna di cervo erano impiegate per arrotare i coltelli e le punte delle frecce, le corna del bisonte e della capra di montagna erano covertite in utensili quali cucchiai e ciotole.
Significativi i costumi Shoshone e Bannock, per i quali si usavano le pelli degli animali, i denti e le ossa per le decorazioni. I Bannock avevano creato disegni con motivi intricati che riflettevano i colori della natura. Gli Shoshone, storicamente, utilizzavano motivi floreali ed i colori della natura. Oggi i due gruppi hanno unito gli sforzi e le arti nella manifattura d’oggetti ed accessori decorati con perline, tanto da eccellere su qualsiasi altra tribù. Chi è interassato a questa produzione può ammirare e comperare esemplari al
The Clothes Horse, una tappa obbligatoria durante la visita a Fort Hall Indian Reservation. Fu aperto nel Giugno del 1981 e propone tutti i manufatti tribali. I lavori assai raffinati, sono una carrellata di mocassini, borse e borsellini, bolo per camice da uomo, fibbie per cinture, gioielli. Si vendono anche pellami tinti e lavori quilt con gli aculei del porcopsino, una lavorazione molto pregaiata e tradizionale.
The Clothes Horse dispone anche di una collezione d’abbigliamento western: stivali, jeans e camice.
Oggi la Riserva di Fort Hall offre diversi servizi tribali, dall’agricoltura, alle imprese, quindi il turismo. Uno degli appuntamenti annuali più importanti è il Powwow del secondo weekend d’Agosto, un evento che dura quattro giorni: il
Shoshone-Bannock Indian Festival. Da tutti gli Stati Uniti e dal Canada, danzatori e suonatori di tambuto partecipano a quest’evento che offre anche la competizione per l’elezione della Principessa, olre a parate, rodeos e gare e giochi dei Nativi.
Per chi vuole gustare un pasto diverso bisogna fermarsi al
The Oregon Trail Restaurant al Trading Pots Complex. Si trova sul percorso originale dell’Oregon Trail ed offre specialità uniche: carne di bisonte, hamburger di bisonte, stufato di bisonte, Tacos Indiani e pane fritto Indiano. Sul percorso escursionistico se si ha bisogno da far benzina ci si fermi al Bannock Peak Truck Stop: qui si vende anche tabacco, una linea completa della Riserva che include sigarette, sigari, tabacco da masticare e tabacco d’importazione.
Chi ama i Musei il
Tribal Museum espone una collezione di vecchie foto datate 1895, oltre a manufatti Nativi di Fort Hall. Il Museo fu costruito nel 1985, poi rimase chiuso per anni, e finalmente riaprì nel 1993 grazie ad un gruppo di volontari, sostenuti dall’aiuto di alcuni membri della comunità che donarono fondi e fotograie, oltre a preziosi oggetti di famiglie native. Il Museo offre anche prodotti artigianali originali dei Nativi, fatti dalla tribù. (Aprile/Ottobre dalle ore 10.00 alle pre 18.00; Novembre/Marzo dalle ore 10.00 alle ore 17.00 -2$ per adulto e 50Cents per i bambini.) Chi viaggia verso Pocatello può approfittare anche del Idaho Museum of Natural Hisorty e dall’Idaho StateUniversity: anche qui magnifiche esposizioni della cultura tribale Shoshone-Bannock, che spartisce tradizioni e stili di vita.
Si ricorda che il famoso Trading Post di Fort Hall è stato spostato a Pocatello, ed è una replica di questa tappa d’ equipaggiamento posta sull’Oregon Trail. All’interno del fortino con porte di legno massicce, si trovano le case, un drug store ed un saloon.
La
Riserva Indiana dei Nez Perce – i Nimi’ipuu, real people oppure we the people. – si trova nel centro-nord dell’Idaho. Oggi la Nez Perce Reservation dell’Idaho copre circa 55.000. Circa 1800 dei 3100 nativi Nez Perce registrati, vivono nella riserva. La tribù si spostava tra Oregon-Washington ed Idaho, ed era un gruppo pacifico. I Nez Perce originalmente vivevano in tre tra le zone più selvagge dei canyons del Nord Ovest: il Canyon del Clearwater in Idaho, il Salmon e lo Snake River. Lo Snake River Canyon che scorre con le sue rapide attraverso paraeti ripide e più profonde del Grand Canyon, ancora oggi mostra 112 disegni sulla roccia lasciati dagli antenati dei Nez Perce. Più di 75 villaggi di Nez Perce sono stati localizzati lungo il fiume Snake: alcuni datano oltre 11.000 anni e contano il passaggio di 500 generazioni. Il nome Nez Perce fu dato da un interprete della spedizione del Corp of Discovery di Lewis e Clark, nel 1805. I Franco-Canadesi interpretarono il significato con Nasi Forati, nonostante quest’usanza non fosse praticata dalla tribù. Oggi le comunità e le cittadine più importanti all’interno della riserva includono: Orofino, Spalding, Kamiah, Moscow, Lapwai.
Il
Nez Percè National Historic Trail segna le tracce dei Nez Percè durante la fuga dai soldati dell’esercito nel 1877. 750 Nativi liberi e non ancora segregati nelle riserve coprirono oltre 1800 km circa di percorso attraverso 4 Stati e terminarono la corsa verso la libertà ,sfortunatamente nel Montana, a soli 60 km. circa, poco prima del confine col Canada. Qui furono catturati il 5 ottobre 1877.
Il Parco Nazionale Storico è la cronaca di questa storica fuga che ha visto coinvolti ben 38 siti di 4 Stati. A nord dell’Idaho, a
Spalding, su un’area di 4000 mq. circa si visita il Museo, un gift shop, il cimitero storico ed alcuni caseggiati che narrano la storia dei Nez Percè. www.nps.gov/nepe.
Anche a
Lapwai il Nez Perce Hitosrical Park commemora la storia della tribù e l’interazione con mercanti, missionari, soldati e pionieri che si spostarono all’interno di quest’area. Il Visitor Centre di Lapwai offre mostre, programmi audiovisivi e svariate attività durante l’estate.
Quando la spedizione di
Lewis e Clark incontrò i Nez Perce nella Weippe Prairie dell’Idaho nel 1806 i Ni Mii Pu salutarono gli esploratori. Li nutrirono e li rinfrescarono, li aiutarono a costruire le canoe, e mostrarono loro la via per raggiungere l’Oceano Pacifico.
L’esplorazione di Lewis e Clark rappresenta una svolta drammatica nella storia degli Stati Uniti, un viaggio epico tra il 1803 ed il 1806 che ha visto tappe importanti nello Stato dell’Idaho in località
Lochsa River, la parte più difficoltosa che il Corp of Discovery abbia intrapreso. A Kooskia il Lewis and Clark National Historic Trail è un’esposizione su questa grande spedizione.
I Nez Perce sono storicamente riconosciuti per la tradizione della selezione della razza equina, specialmente del
cavallo Appaloosa (“Maamin,” nella lingua Nez Perce). Oggi nella riserva questa tradione continua, con allevamento, training, prove equesteri e vendita degli esemplari allevati. Agli inizi dell’allevamento i cavalli avevano forti linee d’origine. Queste linee sono state ulteriormente enfatizzate e rafforzate per ottenere il meglio della razza.
Una grande mandria di cavalli Appaloosa si trova nel
M-Y Sweetwater Appaloosa Ranch che è direttamente coinvolto nella pratica dell’allevamento e selezione.
A
Moscow è interessante visitare il Museo dell’Appaloosa.
Per i percorsi fluviali e le rapide che rendono famoso l’Idaho, si parte da
Riggings e si scoprono i luoghi dei Nez Perce accessibili solo dall’acqua. Il Lower Salmon River ospita anche un’abbondante fauna: cervi, capre di montagna, e centinaia di uccelli. L’attività principale di questa zona è priprio la navigazione fluviale. Anche sulle acque dell’Hells Canyon National Recreation Area s’intraprendono escursioni sia in jet boat sia in gommone, e si sosta lungo il percorso per ammirare i petroglifici nelle caverne e nelle cave di roccia, lungo tutto il canyon. Sono tutte testimonianze dei Nez Perce. Si parte da Lewiston.
Ed infine chi ama la fauna selvatica non potrà rinunciare all’esperienza del Wolf Education and Research Center, dislocato all’interno della Riserva, dedicata al lupo: è il centro più vasto negli Stati Uniti. I lupi del branco Sawtooth sono i lupi dei Nez Perce che risiedono in una zona di otto ettari di boschi e colline, con prati e percorsi d’acqua. Sono disponibili tour guidati ed è un’eccellente opportunità per vedere i lupi nel proprio ambiente naturale. Il centro è a Winchester. www.wolfcenter.org