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Haiti

Repubblica dell’America centrale, nelle Grandi Antille, nella parte occidentale dell’isola Hispaniola confina a est con la repubblica Dominicana.
Il territorio è montuoso, formato da due catene: i rilievi più elevati si trovano a sud dove superano in più punti i 2.000 m; la cima più alta è il monte La Selle, nella zona della penisola sudoccidentale. Il sistema culmina sull’elevato massiccio de la Hotte (Morne Macaya, 2.347 m).
Nella penisola nordoccidentale i rilievi sono più bassi, e fronteggiano a nord l’isola della Tortuga. Le coste sono articolate alte e rocciose.
Il fiume principale è l’Artibonite lungo 250 km; assai meno importanza hanno gli altri corsi d’acqua nessuno dei quali supera gli 80 km, tranne alcuni affluenti di destra dell’Artibonite.
Tutti hanno regime tipicamente torrentizio e il loro corso è frequentemente interrotto da cascate e da rapide.

Il lago più esteso è l’Etang Saumatre che si va lentamente prosciugando.
Il clima è di tipo tropicale ma parzialmente temperato dall’altitudine nelle aree più elevate.
La capitale è Port-au Prince situata nella parte più interna del golfo della Gonavi.
Altre città sono Gonaives e Saint-Marc, centri portuali al servizio di una ricca zona agricola.
A nord si trovano i due centri portuali di Port-de-Paix e di Cap-Haitien per i quali transitano le esportazioni verso gli Stati Uniti di caffè, banane, ananas e zucchero.
L’agricoltura è in gran parte di pura sussistenza e viene praticata su una miriade di microfondi in genere poco produttivi e minacciati dall’erosione.
I prodotti agricoli rivolti essenzialmente al consumo interno sono cereali come mais, riso e sorgo, la patata dolce e gli ortaggi. Tra quelli destinati all’esportazione predominano il caffè, la canna da zucchero, le banane; un certo sviluppo hanno anche le colture del cotone, del cacao, degli agrumi, del tabacco, dell’agave sisalana.
Dal sottosuolo si estrae prevalentemente bauxite, che viene esportata; l’industria comprende anche zuccherifici, saponifici, distillerie di rhum, tabacchifici, tessiture e cementifici.

STORIA
Popolata da indiani arawak, l’isola viene scoperta nel 1492 da Cristoforo Colombo, che la chiama Hispaniola. Nel 1697 l’occupazione della parte occidentale dell’isola da parte della Francia viene riconosciuta con il trattato di Ryswick. Nel XVIII sec. la regione diventa la più prospera delle colonie francesi grazie alla produzione di zucchero e di caffè. Essa è popolata per il novanta per cento da schiavi neri, da affrancati e da mulatti. Nel 1791 Tuossaint Louverture assume la guida della rivolta degli schiavi. L’anno successivo la Francia riceve la parte spagnola dell’isola con il trattato di Basilea.
Nel 1804, dopo aver espulso i francesi, il nero Jean Jacque Dessalines si proclama imperatore di Haiti. Negli anni successivi, mentre la Spagna occupa la parte orientale dell’isola, una secessione oppone il regno del nord (Henri Christophe) alla repubblica del sud (Alexandre Pétion). Jean Pierre Boyer, succeduto a Pétion riunifica Haiti nel 1822. Nel 1844 la parte orientale riprende la propria libertà per formare la Repubblica Dominicana. Tra il 1847 e il 1859 Faustin Soulouque prende il potere con il titolo di imperatore (1849). Dal 1859 al 1910, i mulatti dominano la vita politica.
Nel 1915-1934 la crisi politica determina l’intervento degli Stati Uniti che occupano il paese. Il loro successivo abbandono del paese apre un nuovo periodo di instabilità. Dal 1957 al 1971 François Duvalier, presidente a vita, esercita un potere dittatoriale. Dal 1971 al 1986 gli succede il figlio Jean Claude Duvalier. Una grave crisi politica l’obbliga ad andare in esilio. Nel 1986 il generale Henri Namphy assume la guida di un consiglio nazionale di governo. Invalidate una prima volta a causa di violenti incidenti (novembre 1987), le elezioni generali, controverse, portano alla presidenza della repubblica Lesie Manigat (gennaio 1988). Ma poco dopo i militari, guidati dal generale Namphy (giugno), subito dopo deposto a sua volta dal generale Prosper Avril (settembre), riprendono il potere.
Nel 1990 il generale Avril dà le dimissioni. Viene avviato un governo civile di transizione (marzo). Il padre Jean Bertrand Aristide, apostolo della teologia della liberazione, viene eletto alla presidenza della repubblica (dicembre). Nel 1991 viene deposto da un nuovo colpo di stato militare (settembre) e deve andare in esilio. Un intervento militare americano consente nel 1994 a J. B. Aristide di ritornare ad Haiti e riprendere le sue funzioni di presidente. Nel 1996 diventa presidente della repubblica René Préval (eletto nel dicembre 1995).

SCHEDA
Abitanti      8.528.000 ab. (2005)
Superficie   27.750 km2
Densità      293,4ab./km2
Capitale     Port-au-Prince (1.700.000 ab. – 2001)
Governo     Repubblica presidenziale
Moneta       Gourde haitiano
Lingua        Francese, creolo-francese e haitiano
Religione    Cattolica, protestante