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Equador

Repubblica dell’America meridionale, confina a nord con la Colombia, a est e a sud con il Perú, a ovest si affaccia all’oceano Pacifico.
La sezione centrale del paese, la Sierra, si articola su due catene andine parallele: la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Orientale o Reale, tra le quali si interpone una zona depressionaria. Imponenti apparati vulcanici, molti dei quali ancora attivi, sovrastano le due catene. Nella Cordigliera Orientale si innalzano il Cajambe, l’Antizana, il Cotopaxi e il Sangaj, mentre la Cordigliera Occidentale annovera il possente Chimborazo. A ovest della Cordigliera Occidentale, fino all’oceano Pacifico, si estende una regione pianeggiante, bassa e paludosa nella fascia costiera, lievemente ondulata nella parte più interna. A est della Cordigliera Orientale si estende l’Oriente, la più vasta regione morfologica del paese; per il suo difficile accesso, è in molte zone ancora sconosciuta ed è quasi interamente spopolata.

lI principale fiume è l’Esmeraldas, che si forma dalla confluenza di vari fiumi, tra cui il Guaillabamba e il Guajas. Soprattutto ricchi d’acqua per le copiosissime precipitazioni sono i fiumi amazzonici; tra di essi di particolare importanza sono il Napo, il Pastaza e il Tigre.
Il clima nella fascia costiera è caldo umido a nord e diventa gradatamente arido procedendo verso sud; presenta caratteri tropicali sulle pendici più basse delle Cordigliere; è rigido nelle zone più elevate, temperato con precipitazioni uniformi negli altopiani interandini.
La capitale dell’Ecuador è Quito; il principale porto e centro commerciale è Guajaquil. Altre città sono Santa Ana de Cuenca, Ambato e Rio Bamba. Sulla costa, infine, sono le cittadine portuali di Manta e di Esmeraldas.
L’economia si fonda sull’agricoltura, in particolare sulle colture tropicali e subtropicali della regione costiera: cacao, banane e caffè. Nell’altopiano sono diffuse le coltivazioni destinate al consumo interno (mais, grano, orzo, patate). Significative sono però sia la presenza di risorse energetiche, non straordinarie, ma sufficienti a dare al paese un certo peso come esportatore di petrolio, sia la forte espansione del settore manifatturiero.

STORIA
Annesso dagli Incas nel XV sec., il paese è conquistato dal luogotenente di Pizarro, Sebastián De Belalcázar. Nel 1563 gli spagnoli annettono il paese al vicereame del Perú e quindi di Nuova Grenada (1739). Nel 1822 il generale Sucre libera il paese dalle forze spagnole. Nel 1830, integrato da Bolívar nella Grande Colombia, l’Ecuador riprende la propria indipendenza.
Negli anni successivi il paese è guidato autoritariamente dal generale Juan Flores. Nel 1845 salgono al potere i liberali. Dal 1861 al 1875 il conservatore Gabriel Garcia Moreno, si sforza di modernizzare il paese appoggiandosi sulla Chiesa. Dopo il suo assassinio, i conservatori dominano la vita politica. Di ritorno al potere alla fine del XIX sec., i liberali laicizzano lo stato (costituzioni del 1897 e del 1906). L’Ecuador diventa il primo produttore mondiale di cacao. Nel 1934, incarnando le aspirazioni delle classi popolari, viene eletto presidente José Maria Velasco Ibarra. Rieletto cinque volte al potere, egli domina la vita politica fino al 1972.
La guerra contro il Perú negli anni 1941-1942, fa perdere all’Ecuador le provincie amazzoniche. Nel 1972 diventa capo dello stato il generale Guillermo Rodriguez Lara. Quattro anni dopo una giunta militare lo rovescia e promulga una nuova costituzione (1978). Nel 1979 viene eletto presidente della repubblica Jaime Roldos, candidato della sinistra moderata. Dopo la sua morte accidentale, il successore O. Hurtado porta avanti una politica di austerità. Nel 1984 gli succede il conservatore Leon Febres Cordero. Nel 1988 viene eletto presidente della repubblica il socialdemocratico Rodrigo Borja. Quattro anni dopo, il suo successore Sixto Durán Ballen, eredita una situazione economica difficile. Nel 1995 un conflitto di confine oppone l’Ecuador al Perú. Nel 1998 diventa presidente della repubblica J. M. Witt del partito democratico popolare.

SCHEDA
Abitanti      13.212.742ab. (2004)
Superficie   283.561 km2
Densità      46,59 ab./km2
Capitale     Quito  (1.800.000  ab.)
Governo     Repubblica presidenziale
Moneta       Sucre
Lingua       Spagnolo, quechua
Religione    Cattolica